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Un unico polo scolastico a Marina di Pietrasanta
Il Comune vuole realizzare nel terreno che oggi ospita la Bibolotti un plesso che raccolga anche le scuole Santini, Mancini e Quadrellara
PIETRASANTA. Un solo polo didattico a Tonfano per le scuole Bibolotti-Santini, Mancini e Quadrellara. Negli obiettivi a medio termine dell’amministrazione Mallegni c’è dunque anche quello di una campanella chiamata a convocare in classe oltre quattrocento studenti, di diversa età, all’interno di un unico plesso. Al momento stiamo parlando di un’idea su carta e dai costi decisamente importanti - la prima stima parla di quattro milioni e mezzo di euro. Però la linea è tracciata tanto che l’opera è stata già inserita nelle cose da fare nei prossimi tre anni da parte della giunta Mallegni.
«Noi vogliamo scuole sicure e funzionali. E il polo unico a Marina da realizzarsi sul terreno che oggi ospita le Bibolotti è a nostro avviso una priorità» fa sapere l’assessore Simone Tartarini. Prima obiezione: ma dove li trova il comune di Pietrasanta quattro milioni e mezzo di euro? «Ci sono due canali aperti: ci riferiamo a Regione e Stato. La fattibilità economica non è in discussione, a nostro avviso» spiega Tartarini. Seconda obiezione: si va verso la chiusura delle piccole scuole di periferia e di campagna? «No, si va verso la realizzazione di un edificio scolastico sicuro per studenti e docenti e ancora rispondente alle esigenze di una didattica moderna. Perché proprio funzionalità e sicurezza - aggiunge Tartarini - ci vengono richiesti dai genitori. Ed è una richiesta giusta e che siamo pronti a sostenere».
Il progetto, assai ambizioso, si dovrebbe completare con la realizzazione di una grande palestra. «È negli obiettivi: una palestra non solo destinata ad ospitare gli studenti, ma anche per accogliere appuntamenti agonistici. Pensiamo, infatti, ad una tribuna per circa trecento persone» rilancia Tartarini. In attesa che il domani, lontano, si traduca in realtà, bisogna però fare i conti con il presente: ad esempio alla scuola Ricci del Pollino è stata sì fatta una pedana per consentire lo spostamento di chi è costretto sulla sedia a rotelle o ha problemi di deambulazione, dal pianterreno al primo piano, ma il collegamento con il secondo piano, ieri come oggi, non c'è. Quindi chi non si può muovere non ha la possibilità di accedere alla biblioteca e all’aula computer. E questo è grave. «Ma non c’è solo il Pollino, purtroppo, in queste condizioni. Certe scuole sono vecchie, con strutture quasi impossibili da adeguare ed è proprio per questo motivo che servono edifici nuovi, funzionali. E soprattutto sicuri. Se vogliamo veramente abbattere le barriere architettoniche nei plessi, l’unica soluzione - replica Tartarini - è quella di realizzare nuove scuole».
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