Il presidio
Mafia in porto, il caso della Mgl
Conferenza stampa Cinque stelle al Senato. La Regione: verifiche ancora in corso
VIAREGGIO. Il Movimento Cinque stelle punta sul porto di Viareggio e sulle infiltrazioni malavitose e chiama in causa la Regione Toscana che non avrebbe «i meccanismi ed i controlli indispensabili per impedire le infiltrazioni della criminalità organizzata nell’economia regionale». Conferenza stampa ieri al Senato con i parlamentari Michele Giarrusso, membro della commissione antimafia, Luigi Gaetti che della stessa commissione è vice presidente, il consigliere regionale Gabriele Bianchi, l’ex capogruppo in consiglio a Viareggio, Annamaria Pacilio. Il caso è quello del rilascio alla società Mgl Yachting Service di una concessione demaniale marittima trentennale per unificare due concessioni già in essere così da ristrutturare un immobile e farne un cantiere navale. Il Comitato portuale del 12 ottobre 2015 - come messo in evidenza dall’interrogazione parlamentare dei senatori Cinque stelle capitanati da Giarrusso - ha deliberato di «approvare la relazione istruttoria del segretario generale (Fabrizio Morelli, ndr) in merito alla procedura di comparazione e di rilasciare alla Mgl Yachting la concessione, per le finalità ammesse, nei limiti ed alle condizioni indicate dall’atto istruttorio del segretario generale». Istruttoria (non acqua fresca, dunque) a firma di Gabriele Lami e dello stesso Morelli. Documento nel quale si ricorda che «l’effettivo titolo» è rilasciato «fermo restando l’esito positivo delle verifiche di rito».
Nel tardo pomeriggio di ieri una nota della Regione («uffici regionali e dell'Autorità portuale») informa che «nessuna concessione è stata al momento rilasciata alla Mgl Yachting service nei confronti della quale sono attualmente in corso i controlli, le visure e le verifiche del possesso della certificazione antimafia». Ed inoltre: «La deliberazione del Comitato portuale del 12 ottobre 2015 ha valutato esclusivamente l'aspetto tecnico della proposta di intervento presentata, volta alla realizzazione di uffici e locali di cantiere navale. Sulla proposta di recupero si sono espresse favorevolmente sia l'Agenzia del Demanio che la Capitaneria di Viareggio, senza che siano pervenute opposizioni né osservazioni».
Dunque due concessioni demaniali marittime (142/2008 e 15/2014) risultano al momento “sospese” in attesa di verifiche lunghe un anno. A carico di persone collegato a coloro che le informative dei carabinieri datate 2014 dimostrano come affiliati al clan catanese dei Cursoti («uno dei più feroci della mafia catanese», ricorda Giarrusso), noti in porto da tempo, e che l’inchiesta dei carabinieri del Nucleo investigativo di Lucca ha descritto, appena nel 2013, come gli unici titolati a non pagare all’ex nostromo le cifre non dovute per gli ormeggi sulle banchine pubbliche che da tutti gli altri, invece, venivano pretese. Un’ “esenzione” su precisa disposizione dell’ufficiale della Capitaneria, arrestato e poi condanno a tre anni. Davvero nessuno ha saputo/sapeva/sa? (d.f.)
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