Il presidio
Fiamme al mercato con lo spettro del dolo
I carabinieri hanno stabilito cause accidentali mentre la famiglia titolare crede che sia stato un incendio intenzionale
VIAREGGIO. Dei cappelli, le bolle di sapone, i teli e gli accessori a poco prezzo non è rimasto che un cumulo di cenere. Nella notte tra mercoledì e giovedì è andato completamente distrutto uno degli stand del mercato di piazza Cavour gestito da una famiglia cinese. Al mercato ieri non si parlava d’altro e tanti curiosi si avvicinavano per constatare i danni. Il banco di solito strabordante di merce era ridotto a uno scheletro annerito.L’incendio è stato violentissimo tanto da bruciare anche parte dello stand accanto.
I danni sono ingenti ma ancora da quantificare, secondo una prima stima ammontano ad alcune decine di migliaia di euro. I titolari del chiosco hanno paura di non poter riaprire perché non sanno se l’assicurazione riuscirà a coprire le spese.
L’allarme è scattato intorno all’una di notte quando alcuni residenti della zona, allertati dallo scoppiettio, si sono affacciati sulla piazzetta e lo hanno visto il chisco in fiamme. Immediata la chiamata ai vigili del fuoco che sono intervenuti per domare l’incendio. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile.
«Mia zia, la titolare del banco, abita non molto lontano da qui, in via Vespucci - racconta Yang Shin ancora sconvolta - erano circa le due di notte, si è vestita di corsa e quando è arrivata ha visto che le fiamme stavano divorando la sua attività. È stato uno choc».
Secondo una prima ricostruzione dei militari la causa dell’incendio sarebbe da far risalire a un malfunzionamento dell’impianto elettrico. Alcuni dei testimoni raccontano che l’incendio si sarebbe sviluppato dall’interno. Ma non sono dello stesso avviso i titolari: «Ci sembra estremamente improbabile che ci sia stato un corto circuito o un malfunzionamento - racconta Yang - perché prima di andare via abbiamo l’abitudine di staccare il quadro elettrico quindi non c’è mai elettricità all’interno del chiostro durante la notte. Abbiamo del materiale infiammabile, come gli accendini, ma è difficile che abbiano preso fuoco da soli».
Secondo i titolari, quindi, non sarebbe totalmente da escludere l’ipotesi di un’incendio doloso o di una ritorsione ma ancora il colpevole sembra impossibile da trovare: «Non abbiamo nemici e non sapremmo proprio dire chi possa aver pensato di farci del male - continua Yang - se ci dicono che la causa è accidentale non possiamo fare altro che accettarlo e rimboccarci le maniche per riaprire. Al momento non possiamo fare altro che affidarci».
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