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Prove di maggioranza per Giorgio Del Ghingaro
Riunione con gli ex consiglieri comunali, tranne Pasquinucci e Troiso Il nodo dell’alleanza con il Pd in caso il Consiglio di Stato mandi al voto
VIAREGGIO. Verifica di maggioranza per l’ex sindaco Giorgio Del Ghingaro in vista della data del 20 ottobre, giorno della sentenza del Consiglio di Stato chiamato a confermare o demolire la sentenza del Tar Toscana che ha annullato le elezioni amministrative del 2015. L’incontro con gli ex consiglieri comunali è avvenuto nel pomeriggio di martedì ed è durato non più di una mezzoretta. All’appuntamento mancava Giampiero Ceccotti (Viareggio democratica) appena subentrato al momento della sentenza del Tar, costretto in ospedale per malattia. Di diverso peso, invece, l’assenza di Stefano Pasquinucci e Luigi Troiso, entrambi eletti nella Lista Del Ghingaro ed entrambi portatori di un bel “gruzzolo” di voti. A proposito dei quali l’ex sindaco si sarebbe espresso in maniera perentoria dichiarandoli fuori dal suo progetto di maggioranza.
Giorgio Del Ghingaro ha invece portato a casa la conferma del sostegno di Giuseppe De Stefano, capogruppo di Viareggio democratica, in caso di rientro in Municipio direttamente il 21 ottobre (ma se anche si votasse solo nelle sezioni 2 e 28 resterebbe il commissario come accaduto nella non lontana Voghera in questi mesi). Ma se la sentenza del Tar venisse confermata, De Stefano non le manda a dire: «Senza il Partito democratico le elezioni sono perse. Quindi se Giorgio Del Ghingaro accetterà il percorso delle primarie del Pd mi troverà con lui. Altrimenti no». Più chiaro di così è davvero difficile.
Ma anche l’ex sindaco (prima di Capannori e poi di Viareggio) ha idee chiare sul percorso da fare con il suo ex partito (ma a gennaio 2017 la tessera lo attende, se vorrà) e con il suo movimento “Buonvento” che punta a conquistare la Toscana nel caso di nuove elezioni amministrative per Viareggio. Più volte si sarebbe espresso con un «non faccio primarie con nessuno», che non si fa fatica a considerare un’affermazione che gli calza a pennello. Ed il “boccino”, dunque, torna nelle mani di un Partito democratico che dovrebbe avere un candidato tanto alternativo, quanto forte, in una quadro elettorale fortemente polarizzato, e contro un centrodestra che appena pochi giorni fa - con una maxi cena le cuore della sinistra (il circolo il Fienile) ha dato dimostrazione di aver provato e riprovato l’unità. Quantomeno di intenti: fare vincere le elezioni a Massimiliano Baldini, promotore del ricorso al Tar.
Partita non facile, dunque.Per tutti, però. Perché l’ipotesi di una corsa sotto le bandiere del Pd non convince qualche ex consigliere comunale che per storia persone non proviene dal centrosinistra. A gettare benzina sul fuoco delle alleanza future, nel corso della riunione di martedì, avrebbero provveduto i consiglieri di “Viareggio tornerà bellissima”, entrambi presenti insieme a tutti gli altri.
Tra gli elementi da sottolineare, il fatto che nel corso della riunione - racconta chi ha partecipato - non si è mai parlato dell’avvocato Fabrizio Miracolo, ex presidente di Sea Ambiente. Giuseppe Dati, segretario versiliese del Pd, nei giorni scorsi è stato chiaro: il partito valuta ogni situazione, in vista di possibili elezioni, ma se l’interlocutore è Del Ghingaro non può presentarsi riproponendo la figura di Miracolo. Il quale, a questo punto, diventa un po’ il convitato di pietra sullo scenario politico cittadino. Che vede - non va dimenticato - anche una divisione in casa centrosinistra dovuta anche al dibattito nazionale sul referendum costituzionale del 4 dicembre. Una vittoria del “no” finirebbe con il rafforzare la posizione della sinistra viareggina che ha fin qui detto no all’alleanza con il Pd, con o senza Giorgio Del Ghingaro, Una sinistra in cerca di un candidato, così come il Movimento Cinque stelle che a Viareggio ha continuato a fasi sentire anche dopo la caduta dell’amministrazione Del Ghingaro alla quale la consigliera Annamaria Pacilio ha fatto un’opposizione responsabile e coraggiosa.
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