Il presidio
Oppresso dai debiti, vive con 400 euro al mese
La storia di Luigi, ex lavoratore autonomo di Pietrasanta: «Devo mantenere me, mia moglie e mio figlio: così è impossibile»
PIETRASANTA. A 73 anni Luigi Bimbi vive ogni giorno con l’angoscia di non farcela. «Fossi da solo, la vivrei forse diversamente. Ma ho una moglie e un figlio, anche lui senza lavoro. E in casa, fra quello che si prendono le banche e quello che tolgono della pensione integrativa, non entrano più di 400 euro al mese. 400 euro in tre: non ci puoi campare».
Incontriamo Bimbi, pietrasantino doc, in municipio. Dove l’amministrazione comunale ha istituzionalizzato uno sportello anti-debiti - il primo in Versilia - per dare una mano concreta a privati, piccoli imprenditori, artigiani, agricoltori, professionisti, che si trovano schiacciati dagli impegni con banche, finanziarie, fornitori, Equitalia.
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«Stamani (ieri per chi legge, ndr) ho parlato con un consulente. Questo servizio è importante. Vediamo se si arriva a qualcosa di concreto. Io spero, non voglio arrendermi» dice Bimbi, che poi volge lo sguardo al passato: «Non ce la passavamo male, tutt’altro: collaboravo con un geometra fino a qualche anno fa. Uno stipendio sicuro. Poi la crisi edilizia, e allora mi sono reinventato un ruolo iscrivendomi all’albo degli assicuratori. Non mi fa paura imparare e sgobbare - racconta - e infatti anche come assicuratore ho ottenuto buoni risultati. Poi, per il comportamento poco corretto di un’altra persona, mi sono trovato a rispondere dall’oggi al domani di quarantamila euro. La compagnia voleva quei soldi: non li avevo e non ho potuto fare altro che chiederli alla banca. E già avevo un mutuo sulla prima casa. Nel breve volgere di poco tempo - prosegue Bimbi - la mia famiglia ed io ci siamo ritrovati spalle al muro: senza più un lavoro, con scadenze mensili da rispettare. Così non è vivere».
Poi il colpo finale: la persona integrativa di Bimbi che, viste le premesse venute meno - a detta del fondo - è stata ridotta del 42%.
«Una mazzata inaspettata - sospira Bimbi - quella pensione mi viene accreditata ogni due mesi. In pratica è come se mi avessero tolto 200 euro ogni mese: per il sottoscritto e la sua famiglia questi 200 euro ci consentivano di non andare sotto anche con le bollette, di saldare le diverse utenze. In poche parole, detratti i 200 euro e le quote di debito e mutuo, restano 400 euro per arrivare a fine mese. E quando ti ritrovi queste situazioni, perché sei disperato, fai debiti su debiti, cerchi di garantire un pezzo di pane e un minimo di quotidianità ai tuoi cari. Ma è durissima. La legge oggi consente di aiutare quei soggetti che si ritrovano in situazioni come la mia, come la nostra: dilazioni nei pagamenti, rate del mutuo più leggere. Tutto può servire in questo momento. Perché oggi non ho i soldi neppure per pagare la bolletta della luce, e non so cosa dire ai miei cari: ho 73 anni, non sono un ragazzo, la vita mi ha dato e mi ha tolto - conclude Luigi Bimbi - Ma non voglio soffocare nei debiti. E non voglio arrendermi. Per me stesso. E soprattutto per la mia famiglia».
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