Il Tirreno

Versilia

Oppresso dai debiti, vive con 400 euro al mese

di Luca Basile
Oppresso dai debiti, vive con 400 euro al mese

La storia di Luigi, ex lavoratore autonomo di Pietrasanta: «Devo mantenere me, mia moglie e mio figlio: così è impossibile»

3 MINUTI DI LETTURA





PIETRASANTA. A 73 anni Luigi Bimbi vive ogni giorno con l’angoscia di non farcela. «Fossi da solo, la vivrei forse diversamente. Ma ho una moglie e un figlio, anche lui senza lavoro. E in casa, fra quello che si prendono le banche e quello che tolgono della pensione integrativa, non entrano più di 400 euro al mese. 400 euro in tre: non ci puoi campare».

Incontriamo Bimbi, pietrasantino doc, in municipio. Dove l’amministrazione comunale ha istituzionalizzato uno sportello anti-debiti - il primo in Versilia - per dare una mano concreta a privati, piccoli imprenditori, artigiani, agricoltori, professionisti, che si trovano schiacciati dagli impegni con banche, finanziarie, fornitori, Equitalia.

[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.14239242:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2016/10/12/news/pietrasanta-multe-a-centinaia-di-disabili-ma-saranno-cancellate-1.14239242]]

«Stamani (ieri per chi legge, ndr) ho parlato con un consulente. Questo servizio è importante. Vediamo se si arriva a qualcosa di concreto. Io spero, non voglio arrendermi» dice Bimbi, che poi volge lo sguardo al passato: «Non ce la passavamo male, tutt’altro: collaboravo con un geometra fino a qualche anno fa. Uno stipendio sicuro. Poi la crisi edilizia, e allora mi sono reinventato un ruolo iscrivendomi all’albo degli assicuratori. Non mi fa paura imparare e sgobbare - racconta - e infatti anche come assicuratore ho ottenuto buoni risultati. Poi, per il comportamento poco corretto di un’altra persona, mi sono trovato a rispondere dall’oggi al domani di quarantamila euro. La compagnia voleva quei soldi: non li avevo e non ho potuto fare altro che chiederli alla banca. E già avevo un mutuo sulla prima casa. Nel breve volgere di poco tempo - prosegue Bimbi - la mia famiglia ed io ci siamo ritrovati spalle al muro: senza più un lavoro, con scadenze mensili da rispettare. Così non è vivere».

Poi il colpo finale: la persona integrativa di Bimbi che, viste le premesse venute meno - a detta del fondo - è stata ridotta del 42%.

«Una mazzata inaspettata - sospira Bimbi - quella pensione mi viene accreditata ogni due mesi. In pratica è come se mi avessero tolto 200 euro ogni mese: per il sottoscritto e la sua famiglia questi 200 euro ci consentivano di non andare sotto anche con le bollette, di saldare le diverse utenze. In poche parole, detratti i 200 euro e le quote di debito e mutuo, restano 400 euro per arrivare a fine mese. E quando ti ritrovi queste situazioni, perché sei disperato, fai debiti su debiti, cerchi di garantire un pezzo di pane e un minimo di quotidianità ai tuoi cari. Ma è durissima. La legge oggi consente di aiutare quei soggetti che si ritrovano in situazioni come la mia, come la nostra: dilazioni nei pagamenti, rate del mutuo più leggere. Tutto può servire in questo momento. Perché oggi non ho i soldi neppure per pagare la bolletta della luce, e non so cosa dire ai miei cari: ho 73 anni, non sono un ragazzo, la vita mi ha dato e mi ha tolto - conclude Luigi Bimbi - Ma non voglio soffocare nei debiti. E non voglio arrendermi. Per me stesso. E soprattutto per la mia famiglia».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera