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Lotta all’erosione, nuovo capitolo
Stamani parlano gli studiosi, domani il sottosegretario Velo
FORTE. I vecchi fortemarmini, con un pizzico di buon senso e un po’ di empiricità, si rassicurano ogni volta che imboccano il pontile, e gettano uno sguardo a quel piolo di ferro piantato sul selciato di ponente del pontile stesso. Che venne infilato lì nel 1956, quando il pontile fu ultimato per segnare dove era battente la linea di costa, ossia dove il mare lasciava spazio alla sabbia. Sono passati sessant’anni, e se si usa questo metodo fai-da-te non c’è dubbio alcuno che l’erosione dalle parti del centro del Forte non si sappia nemmeno cosa sia. I più attenti e pessimisti, lamentano invece qualche sintomo verso la spiaggia libera di Vittoria Apuana, ma siamo propensi nel dire che il Forte per ora se la sta cavando egregiamente.
Negli ultimi tre anni l’amministrazione cittadina ha ripreso l’esperienza del grande convegno del 2001 e ne ha fatto un appuntamento fisso. E così stamani all’Unahotel si comincia con questa terza edizione, che dopo i saluti istituzionali parlerà subito della gestione delle foci fluviali, il cui apporto in naturale è alla base della salute delle coste. Ne parleranno esperti francesi, belgi e dell’Università di Ferrara. Nel pomeriggio, invece, sarà sotto la lente tre esperienze diverse di gestione delle spiagge e di ridistribuzione delle sabbie, rispettivamente quella Americana delle coste del Delaware, quella delle coste catalane in Spagna e quelle della Sardegna. Domani, invece, intervento istituzionale del sottosegretario del Ministero dell'Ambiente Silvia Velo.
Angelo Petri
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