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Dario Fo e il manifesto censurato. Alessandro Santini: "Ecco come andò"
L'allora consigliere della Fondazione Carnevale racconta come nacque e si sviluppò il caso
VIAREGGIO. Fu uno dei protagonisti della bocciatura del manifesto di Dario Fo al Carnevale di Viareggio. Alessandro Santini - oggi capogruppo consiliare di Forza Italia, all'epoca consigliere della Fondazione presieduta da Nanni Maglione e successivamente suo successore al timone del Carnevale - racconta quella vicenda che scatenò moltissime polemiche. E che indubbiamente raffreddò i rapporti - fino ad allora più che buoni - fra il Premio Nobel e il Carnevale di Viareggio.
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"Sì - scrive Santini - bocciammo il manifesto ufficiale del Carnevale di Viareggio disegnato da Dario Fo in persona e scelto dall'ex Presidente della Fondazione Elio Tofanelli per l'edizione 2009. E come si arrabbiò Franca Rame!
Non fu affatto per motivi politici, che l'allora presidente Nanni Maglione approvò la bocciatura con il Consiglio d'Amministrazione e il Consiglio d'Indirizzo. Non c'era nessuna intenzione di offendere il Premio Nobel o punirne la sua estrazione politica: tutte cavolate.
Effettivamente il disegno non aveva nulla di carnevalesco, anzi era proprio l'anti-Carnevale di quel momento: un uomo nudo con la testa mozzata e tenuta tra le mani, su sfondo totalmente nero, troppo triste e lugubre per l'idea che avevamo noi del Carnevale di Viareggio da trasmettere al mondo. Per me era e resta veramente brutto, non mi vergogno a dirlo oggi. Si trattava poi di un disegno già edito da Fo e rivisitato per l'occasione.
Era la fine di agosto 2008 e, appena subentrati alla gestione Tofanelli, sapevo benissimo del progetto, dato che ero presente nell'ex Consiglio di Indirizzo. Feci tirare fuori il bozzetto e lo inviai in segreto alla stampa. Apriti cielo! Venne giù di tutto.
Nanni Maglione, giustamente, s'arrabbiò molto con me per la notizia fuori uscita, ma tutti convennero, stampa compresa, che quel disegno non poteva essere approvato e che effettivamente era troppo nero..."anche per noi".
Franca Rame telefonò infuriata e a nulla valse la calma, la diplomazia e l'educazione del presidente Maglione. Lo strappo era compiuto.
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Ma nacque così l'idea di affidare la creazione del Manifesto Ufficiale 2009 al grande Maestro e decano dei carristi, Arnaldo Galli, che presentò il suo manifesto, in pompa magna, nella sala di rappresentanza in Municipio: nacque il pesce che dalle acque del porto si trasforma in Burlamacco e prende il volo.
Decisamente un manifesto più viareggino è molto più amato da tutti anche per il padre che lo ideò. Giustamente Dario Fo fu poi recuperato dal presidente, mio successore, Stefano Pasquinucci che gli diede il titolo di Presidente Onorario della Fondazione Carnevale di Viareggio. Anche se, in seguito, nessuno se ne ricordò e lo invitò mai".
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