Il Tirreno

Versilia

Jessica e un destino crudele: a 13 anni vide il fratello morire

di Alessandro Bientinesi
L'incidente in cui ha perso la vita a Jessica
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L'incidente in cui ha perso la vita a Jessica

La giovane morta nell'incidente a Marina di Pietrasanta si era trasferita con la famiglia a Careggine dopo aver visto il fratello Michele investito e ucciso sotto casa

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CAREGGINE. Un destino crudele. Perché strappa alla vita una ragazza di 26 anni. Perché un'ora prima dello schianto mortale in Versilia, Jessica Tigli aveva reso pubblico su Facebook il suo amore per Aldo Davide. I due avevano pubblicato la loro prima foto insieme. Annunciando agli amici che qualcosa di speciale tra loro era nato. E si erano scambiati messaggi carichi di passione e speranza di un futuro insieme.

Un destino crudele. Perché i genitori di Jessica, Ivano e Stefania, avevano già perso nel giugno 2003 un figlio. Michele, detto Miki, aveva 15 anni quando fu investito mentre era in bicicletta. Morì sul colpo, praticamente davanti alla casa dove viveva a Pontestazzemese. Di fronte agli occhi di Jessica, 13 anni allora. Da quel destino così spietato la famiglia Tigli aveva provato a tornare alla vita. A ricominciare. Impossibile farlo nelle case popolari di Fontaneto, sulla strada che ogni volta ricordava riportava a quel 6 giugno: la bicicletta di Miki distrutta e il suo corpo coperto da un telo bianco.

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Un destino crudele. Perché Jessica, nella notte tra domenica 9 e lunedì 10 ottobre, stava tornando dalla Versilia, dove lavorava e dove aveva vissuto a Viareggio prima di trasferirsi con i familiari a Pontestazzemese. Poi un nuovo cambio di casa, questa volta a Colli di Capricchia, una piccola frazione del Comune di Careggine. E proprio mentre tornava a casa in Garfagnana, in compagnia dell'amica Giulia Genovesi, il destino ha deciso di accanirsi ancora una volta con la famiglia Tigli. L'auto che esce di strada, si ribalta e finisce contro un albero. E tutti i sogni di Jessica, il suo essere sempre solare e disponibile distrutti in un attimo in mezzo alle lamiere accartocciate della sua auto.

«Jessica aveva molte amicizie in Versilia, avendo vissuto tra Viareggio e Stazzema fino alla fine del 2003 - spiega il sindaco di Careggine Mario Puppa -. Anche se viveva in una piccola frazione con i genitori e il fratello più piccolo, Angelo di 17 anni, era già molto integrata nella vita di paese. Anche il padre per un anno aveva lavorato come operaio per il Comune. Durante l'estate Jessica era impegnata in cucina all'hotel Augustus di Forte dei Marmi, ma aveva già partecipato come volontaria nel corso dell'inverno ad alcuni progetti dell'associazione Monte Sumbra. Uno di questi la impegnava sugli scuolabus del Comune nel servizio di controllo dei bambini. Quando la si incontrava in paese, comunque, era difficile non vederla sorridere e qui tutti la ricordano così. Non ci sembra vero che non ci sia più».

Facebook resta una traccia di noi. Virtuale, certo, ma un modo con il quale condividere gioie e dolori. E Jessica Tigli poche ore prima della sua morte era una donna felice e innamorata. Domenica 9 ottobre, alle 22, sul profilo personale si registra al caffè Turandot a Marina di Pietrasanta. Non passa neanche un'ora e Jessica lascia l'ultimo messaggio al suo fidanzato. I due pubblicano il post alle 22.58: "fidanzamento ufficiale". «Ti amo piccola mia» scrive Aldo Davide. «Ti amo amore» è la risposta di Jessica.

Un'ora più tardi il cuore della ragazza smette di battere. Dalla gioia al dolore più lacerante. Davide posta una bella foto della sua Jessica intorno alle 4 del mattino. Poi due ore più tardi un messaggio straziante. «Ciao piccolina mia. Sei un angelo nel cielo. Tu farai sempre parte di me. Mi manchi da morire. Il tuo per sempre piccolo. Ti amo».

L'uomo, un operaio di Seravezza, non riesce a darsi pace e decide ancora una volta di dedicare un pensiero alla sua fidanzata. «Lei è l'unica al mondo ad avermi dato la forza di tornare a sorridere, un sorriso che avevo perso. Manchi tantissimo piccola mia».

Un destino crudele. Un destino che si accanisce. Perché proprio dalla Versilia la famiglia Tigli si era trasferita dopo l'incidente che si era portato via Michele, due anni più grande di Jessica e scomparso a 15 anni. Il 5 giugno 2003, infatti, Miki dopo essere sceso da una rampa che portava alle case popolari di Fontaneto, fu investito da un'auto. Una scena terribile, della quale furono testimoni decine di persone. E tra queste proprio Jessica, all'epoca 13 anni. La ragazza, dopo aver completato gli studi alle scuole medie in Versilia, aveva lasciato gli studi alle scuole superiori. E da cinque anni aveva trovato un impiego all'hotel Augustus.

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