Il Tirreno

Versilia

Addio a Bruno, il re del pesce: fu il cuoco di Gianni Agnelli

Claudio Vecoli
Bruno Piacentini
◗
Bruno Piacentini

Per 17 anni ha cucinato sul Capricia, lo splendido veliero dell’Avvocato. Una vita avventurosa, ricca di aneddoti. È stato anche lo chef personale dell’Aga Khan a bordo del suo panfilo da sogno. Negli anni Novanta ha lanciato il ristorante da Remo

4 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Era il cuoco prediletto di Gianni Agnelli. Anche se lui era un accesissimo tifoso della Fiorentina e, calcisticamente parlando, erano su fronti diametralmente opposti. Ma quando c'era da mettersi a tavola a bordo del Capricia - lo splendido veliero di proprietà del "signor Fiat" e adesso nave scuola per i cadetti della Marina Militare - l'Avvocato voleva che a preparare i suoi piatti fosse solo e soltanto lui: Bruno Piacentini. Tanto che in più di una circostanza, scherzando ma non troppo, gli aveva detto: «Un giorno ti porterò a Torino perché tu insegni anche ai miei cuochi i tuoi segreti: anche soltanto un brodino, come te, non lo fa nessuno». E di questo prestigioso attestato di stima Bruno - che è stato anche cuoco sul megayacht dell'Aga Khan e successivamente ha aperto e gestito il ristorante da Remo in centro a Viareggio - era orgogliosissimo. Tanto da raccontarlo spesso ai familiari e agli amici più intimi.

Domenica pomeriggio, 9 ottobre, a 78 anni compiuti, Bruno Piacentini se ne è andato. A portarlo via all'affetto dei suoi cari, una brutta malattia che non gli ha dato scampo. Ma in tutti quelli che lo hanno conosciuto lascia il ricordo di una persona buona e generosa. E con un carattere davvero invidiabile.

Una vita ricca di aneddoti, la sua. Ma con un minimo comun denominatore costante: il mare. Nato a Viareggio nel 1938, fin da ragazzo Bruno lega il suo futuro, i suoi sogni e le sue ambizioni proprio al mare. Così, fin da giovanissimo, bazzica il porto e la Darsena e si imbarca sui pescherecci della Gene Pesca, dove fa esperienza a bordo delle barche della sua flotta. Partito come ragazzo tuttofare, diventa presto un uomo di fiducia su cui armatori e comandanti possono fare affidamento. In più dimostra un talento innato in cucina, dove si dimostra bravissimo soprattutto nei piatti di pesce. Una fama, la sua, che arriva anche all'orecchio di Gianni Agnelli, assiduo frequentatore della Versilia e del porto di Viareggio.

Che negli anni Settanta lo chiama alla sua corte, affidandogli il ruolo di cuoco a bordo del Capricia, la barca che tanto amava e dove si rifugiava quando gli impegni glielo consentivano.

Bruno Piacentini diventerà il suo chef personale di bordo per diciassette lunghi anni. E, insieme al Capricia e all'Avvocato, girerà il mondo in lungo e in largo. "Gianni Agnelli - ha spesso raccontato Bruno - arrivava a bordo del suo elicottero e si faceva lanciare direttamente in mare laddove ci trovavamo in quel momento. Metteva i vestiti che indossava in un sacchetto in modo che non si bagnassero e poi si tuffava in acqua in costume da bagno. Poi saliva a bordo della barca e si godeva le poche ore di libertà che riusciva a ritagliarsi".

Anche se la lunga parentesi sul Capricia ha probabilmente rappresentato il periodo più bello della sua vita, alla fine degli anni Ottanta Bruno Piacentini è stato anche al servizio dell'Aga Khan, grande amico di Gianni Agnelli. Con lui - uno fra i magnati più ricchi del mondo di cui si è spesso favoleggiato del lusso e dello sfarzo - vive gli anni d'oro dell'avventura di Azzurra e della sfida lanciata per la conquista dell'America's Cup. "Ma a differenza di quanto si potesse pensare - raccontava ancora - l'Aga Khan era una persona umile e molto disponibile".

Sposato con Catia Ancillotti, proprietaria dell'hotel Lauro in via Vespucci a Viareggio, agli inizi degli anni Novanta decide di mettere definitivamente i piedi a terra. Ma non abbandona certo la sua passione per la cucina. Così in via Paolina apre il ristorante da Remo, che presto si conquista un posto di rilievo nella già ricca geografia della buona tavola a Viareggio. Specializzato nel cacciucco alla viareggina, suo piatto forte assoluto, clienti ed amici lo ribattezzano "il re del pesce". Un titolo che a Bruno Piacentini piace a tal punto da farsi confezionare un grembiule da cucina con ricamata proprio la frase "Bruno, il re del pesce".

L'età comincia a farsi sentire. E così Bruno Piacentini decide di lasciare in buone mani il ristorante e godersi il meritato riposo. Anche se continua a dare una mano all'hotel Lauro, l'albergo di famiglia, ovviamente dando il suo contributo in cucina. Tutto questo fino a quando, qualche anno fa, insieme alla moglie ha deciso di cedere la pensione. Facendo finalmente la vita del pensionato e trascorrendo molto del suo tempo libero sul mare (al bagno Eden in Passeggiata era ormai diventato di casa) e con gli amati nipotini Leonardo (13 anni) e Gabriele (7 anni). Tutto questo fino a quando non ha accusato i primi problemi di salute.

Bruno Piacentini, oltre alla moglie Catia, lascia i figli Barbara (50 anni) e Luca (49 anni), quest'ultimo che ha coltivato il talento ereditato dal padre fra i fornelli ed adesso è cuoco all'Happy Days di Lido di Camaiore. Da ieri è stata allestita una camera ardente alla Croce Verde di Viareggio che resterà aperta fino alla tarda mattinata di oggi, martedì 11 ottobre. Poi, alle 15,30, sempre alla Croce Verde, la benedizione prima della partenza della salma per Livorno dove sarà cremata. Poi, per sua espressa volontà, le ceneri saranno sparse in mare. Quel mare che tanto amava e che adesso lo accoglierà per sempre.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web