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A Torre del Lago i disagi maggiori: 80 minuti di stop
TORRE DEL LAGO. I lavori infrastrutturali al via ieri svantaggiano (forse più di ogni altro) chi si serve della stazione di Torre del Lago. Esempio concreto: nelle prime ore di una giornata standard...
TORRE DEL LAGO. I lavori infrastrutturali al via ieri svantaggiano (forse più di ogni altro) chi si serve della stazione di Torre del Lago. Esempio concreto: nelle prime ore di una giornata standard dalla frazione pucciniana transitano cinque treni: 6,07, 7,03, 7,29, 7,56 e 8,11. Vero, tra il primo ed il secondo intercorre quasi un'ora. In compenso, dalle 7 in poi il passaggio è ben distribuito, con convogli che giungono l’uno a distanza di 20-25 minuti dall’altro. Cadenza che invece non è affatto a misura di lavoratori per questo mese di ottobre ed una manciata di giorni di novembre. A Torre del Lago, infatti, è previsto l'arrivo di un treno (diretto a Pisa) alle 6,25. Per il successivo è necessario pazientare sino alle 7,45. Ottanta minuti. Ne giungeranno altri due, a distanza ravvicinata. Ravvicinatissima. Alle 7,57 e alle 8,03. Ciò significa tre mezzi in meno di venti minuti. Certo, la premura delle Ferrovie dello Stato è che nessuno degli studenti universitari che abitano nella frazione (o nei dintorni) resti a piedi.
Al netto della riduzione del numero dei convogli (da cinque a quattro) nella fascia 6-9, tale preoccupazione trova legittimamente fondamento, anche se «ce la siamo cavata, eravamo un po' “inscatolati”, ma quello accade ogni giorno» confessa Matteo, matricola di economia.
La situazione si fa critica per i lavoratori, dicevamo. Come Maurizio Benedetti, che ogni mattina da Torre del Lago utilizza il servizio ferroviario per dirigersi a Empoli, dove svolge la sua professione. «Comprendo la necessità di intervenire sulle infrastrutture, ma mi sarei aspettato almeno un po' più di sensibilità verso le necessità di chi usa il treno per andare a lavoro», si sfoga attraverso una lettera di protesta. Riporta proprio il caso della frazione pucciniana, specificando che quello delle 6,25 è "troppo mattiniero", mentre quello delle 7,45 sarà utilizzabile «per chi va a Pisa (soprattutto studenti) ma per chi prosegue verso Firenze la faccenda si complicherà non poco». «Se prendessi il primo - prosegue - arriverei un'ora prima dell'apertura dell'azienda». Inconcepibile, secondo Benedetti, costretto però nel secondo caso «ad attendere quasi 40 minuti a Pisa la partenza del treno delle 8,32» tanto da giungere a lavoro «alle 9,15, rimettendo anche 15 minuti di permesso». Si poteva agire diversamente? Sì, secondo Benedetti. «Il regionale 21227, Borgo Val di Taro-Firenze, non ferma a Torre del Lago. Ed invece risolverebbe gran parte dei problemi dei pendolari diretti come me verso Firenze. Era così difficile, in una situazione del genere, aggiungere una fermata a quel treno? Forse bastava un po' di buon senso». (g.n.)
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