Il presidio
Palazzo Quartieri Caprai denuncia Buratti per truffa
L’imprenditore patron di Semiramide oltre al sindaco ha querelato anche alcuni dirigenti e funzionari del Comune
FORTE DEI MARMI. Lo aveva promesso questa estate, dopo il dietrofront dell’amministrazione comunale sulla nullità del contratto di affitto di palazzo Quartieri. E lo ha fatto: una denuncia per truffa contrattuale, reato penale di cui si sarebbero resi responsabili - a suo avviso - il Comune di Forte dei Marmi, il sindaco Umberto Buratti, il segretario generale Camillo Sortino, i dirigenti comunali Maurizio Nieri e Laura Quadrelli.
A firmare la querela Luca Caprai, patron del marchio Semiramide (e padre del celebre marchio di braccialetti Cruciani , oggi non più di sua proprietà) un cui negozio avrebbe dovuto aprire i battenti ormai mesi fa al piano terra di palazzo Quartieri per il quale Caprai si impegnava (sulla base del bando pubblico vinto dall’imprenditore) ad effettuare i lavori di ristrutturazione chiesti dal Comune.
La vicenda è nota. Un anno fa, a fine ottobre 2015, il Comune aggiudica a Caprai (unico partecipante al bando) l’asta per palazzo Quartieri. L’imprenditore, il 30 gennaio firma il contratto (poi seguito da un aggiunta a fine marzo relativa alla data di inizio lavori) e poco dopo segnala sull’edificio da ristrutturare problematiche non indicate nel bando di gara. Caprai, rassicurato dal Comune, incarica comunque una ditta di fiducia, l’impresa Sette, dei lavori. Ma a maggio “scopre” dai giornali che in realtà per farli manca il parere della Sovrintendenza che il Comune avrebbe dovuto chiedere prima dell’asta ma che ha in realtà inoltrato solo ad aprile. La questione viene affrontata in un incontro tra Comune e Caprai solo l’8 luglio (il parere non c’è ancora) della quale esiste una registrazione nella quale l’amministrazione dichiara nullo il contratto e le parti si accordano per una soluzione stragiudiziale della vicenda. Tanto che dall’ufficio legale del Comune viene prodotta una bozza di accordo. Poi però il dietrofront: l’amministrazione ci ripensa, ritiene valido il contratto e ad agosto invita Caprai a cominciare i lavori pena la rescissione dello stesso con relativa richiesta danni.
Un “balletto”, per usare un eufemismo, che non solo non è piaciuto ma ha messo in difficoltà Caprai che ha anticipato l’affitto, presentato le fidejussioni, anticipato denaro alla ditta Sette per i lavori, affrontato spese legali e non solo, oltre ad aver affittato un altro negozio per non perdere la stagione a fronte di migliaia di euro di merce già acquistata per la nuova boutique di palazzo Quartieri. Adesso l’imprenditore è pronto a dare battaglia tramite il suo legale milanese, l’avvocato Antonia Rita Augimeri. Convinto di una cosa: l’azione dell’amministrazione comunale nei suoi confronti, definita truffaldina, sarebbe originata da un interesse politico legato alle prossime elezioni amministrative.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
