Il presidio
Trenta anni senza Barsacchi
E ancora oggi Viareggio lo rimpiange: «Nessuno è stato come lui»
VIAREGGIO. Se ne è andato presto, alla soglia dei 50 anni. Se ne è andato quando ancora molto avrebbe potuto dire e fare per la sua città che amava con tutto se stesso. E forse anche per questo motivo il suo nome e ciò che ha fatto per Viareggio sono entrati nel mito e la sua città a distanza di trenta anni dall’addio al senatore Paolo Barsacchi, lo ricorda ancora come stima, affetto, riconoscenza. Perché «nessuno come lui ha fatto bene per Viareggio». E ancora «perchè dopo di lui nessuno ha fatto più qualche cosa di importante».
Verità e leggenda che si mescolano dando però la misura di un personaggio di altissimo profilo come forse pochissimi altri a Viareggio.
A distanza di trent’anni dalla sua scomparsa, il 4 ottobre del 1986 a causa di nuna malattia, il senatore Paolo Barsacchi, è ancora vivo nelle menti di tanti viareggini, che in lui hanno “fotografato” il politico per definizione: l’uomo che amava la sua città e che grazie alla passione per la cosa pubblica aveva tradotto il suo amore in cose concrete di cui oggi i viareggini continuano a fruire.
Grazie a Paolo Barsacchi, è stato costruito il Palazzetto dello sport, a lui intitolato, come il cavalcavia che collega la via Aurelia con il quartiere Migliarina, ma suo è il merito della realizzazione della piscina, che proprio in questi giorni riapre dopo le note disavventure di questi ultimi mesi. È grazie a lui che a Viareggio venne edificata la Pretura, poi trasformata nella sede distaccata del Tribunale di Lucca, e più recentemente nella sede del Comando della polizia municipale.
Paolo Barsacchi, figlio di un commerciante del “Piazzone”, amava la politica e fin da giovanissimo aveva mosso i primi passi nel Psi. Passione accanto alla quale c’era lo sport. È stato presidente onorario anche della squadra di calcio del Viareggio e seguiva con interesse l’atletica leggera. Anzi quando tornava da Roma, dopo il talento e il consenso popolare (aveva già ricoperto gli incarichi di assessore allo sport e sindaco di Viareggio) lo avevano proiettato come rappresentante del Partito socialista di Bettino Craxi, non mancava di fare footing nella pineta di Levante.
È a lui che si deve la macchina da soldi, almeno finchè è durata, della Lotteria di Viareggio legate al Carnevale, ottenuta quando ricopriva l’incarico di sottosegretario all'Interno. Del resto sapeva da viareggino cosa significasse il Carnevale per la città, per il quale aveva anche ricoperto il ruolo di presidente della Fondazione.
Era un politico rispettato anche dai colleghi di altri partiti per il suo modo aperto e franco di fare politica.
Quando tornava fra la sua gente si poteva notare quanto era amato, era sua abitudine andare in Passeggiata o al mercato. Si fermava a parlare con la gente, salutava tutti quelli che incontrava con la semplicità della persona rimasta se stessa nonostante gli incarichi, i voti, i successi. Era sempre pronto e disponibile a contribuire al bene della propria città ed ha cercato sicuramente di far apprezzare anche a Roma le bellezze della Versilia. Già Versilia. E non solo Viareggio. Perché, discussione sempre attuale, nel suo orizzonte c’era il comprensorio, una strategia politica unitaria per i Comuni versiliesi. Con lui certamente la Versilia ha tratto dei vantaggi. D’altra parte sono molti i risultati ottenuti proprio grazie a lui. Quello che non gli è riuscito, ed era uno dei suoi obiettivi, è stato assistere alla nascita della Provincia della Versilia.
Di questa e di molte sue altre idee ancora si continua a parlare dentro e fuori le sedi dei partiti. Barsacchi ancora oggi viene preso come esempio dalla gente comune, ma non solo, per quello che ha fatto per Viareggio, rispetto al presente.
Il giorno del suo funerale Viareggio si fermò, nessuno voleva credere alla notizia della sua morte. Tantissima la gente che non volle mancare al suo ultimo saluto. Tanta da non riuscire a contenerla nella piazza, in Passeggiata, di fronte al Margherita.
Da Roma arrivò anche l'allora presidente del consiglio Bettino Craxi e un'immagine ancora viva nella mente di chi era presente quel pomeriggio, è l'abbraccio di Craxi alla moglie di Barsacchi, affranta dal dolore insieme ai figli e i familiari per questa prematura ed inaspettata scomparsa avvenuta alla soglia dei 50 anni.
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