Il Tirreno

Versilia

L’Authority gestirà Madonnina e Triangolino

di Donatella Francesconi
L’Authority gestirà Madonnina e Triangolino

Proposta di legge in Regione per attribuire all’ente di governo della Darsena competenze sulle aree demaniali turistico-ricreative e auto finanziamento

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VIAREGGIO. Porta la firma del consigliere regionale Stefano Baccelli, ex presidente della Provincia di Lucca, la proposta di legge "Disposizioni per il potenziamento dell'Autorità portuale regionale" volta a modificare la legge istitutiva della stessa Authority, datata 2012. L'obiettivo è permettere alla Autorità portuale regionale di «gestire direttamente le aree demaniali destinate a finalità turistico ricreativa». Prime fra tutti - la proposta non lo dice ma è nei fatti e nel recentissimo annuncio del presidente della Regione, Enrico Rossi - la Viareggio Porto e le sue concessioni che sono nelle mani proprio della Authority.

Nella relazione illustrativa la proposta di legge così argomenta: «Nel rispetto del principio generale della preminenza dell'uso pubblico rispetto a quello privato delle aree portuali, la gestione diretta di un bene demaniale richiede che tale gestione rientri tra le finalità istituzionali dell'Ente e che la gestione sia volta a potenziare l'uso pubblico dei beni demaniali». Pertanto, «al fine di potenziare l'uso collettivo delle aree del porto è prevista la facoltà di gestire - da parte dell'Autorità portuale - sia ad uso pubblico che ad uso esclusivo privato le aree demaniali». Nel caso le stesse aree siano destinate esclusivamente all'uso privato (ed è il caso dell'approdo della Madonnina) l'Authority ne avrà la gestione «solo qualora non siano perseguibili nell'ambito dell'iniziativa privata gli obiettivi connessi allo sviluppo turistico e/o paesaggistico ambientale del porto».

La proposta di legge sembra descrive lo scenario che si va delineando per la società interamente pubblica e le concessioni in uso: Madonnina e Triangolino. Per quest’ultima area la concessione da tempo avrebbe dovuto essere revocata in quanto inattiva e senza che si sia mai cercata una soluzione al problema creatosi con il Piano regolatore portuale vigente. La Viareggio Porto è in concordato e da tempo è stato nominato un commissario giudiziale, nella persona di Marco Marchi, che deve portare la società all'asta partendo da una stima-base di 3,3 milioni di euro. I tempi sembrano essersi dilatati e l'operazione privata (società Sgrò-Del Pistoia più i cantieri) è ormai sempre più sfumata sullo sfondo. «Siamo molto interessati a costituire una società che ci consenta di governare e gestire il porto di Viareggio che pensiamo sia giusto che rimanga in mano pubblica», ha dichiarato appena qualche giorno fa Enrico Rossi: Che ha aggiunto: «È un porto che ha grandi potenzialità ed è giusto che sia pubblico».

Lo scenario che i più esperti ed attenti alle vicende societarie e portuali delineano è quello di una Viareggio Porto che vada dritta al fallimento, una volta andati deserte le aste. È a quel punto che potrebbe entrare in campo la Regione, dato che l’Autorità portuale - in quel caso - tornerebbe in possesso delle concessioni. «Chi vuoi che arrivi, oggi, con tre milioni sull’unghia?», si sente rispondere il cronista. E forse neppure con due, date le troppe incertezze che gravano sul porto di Viareggio, a cominciare dal Piano regolatore in fase di ridefinizione, passando per il problema atavico dell’escavo e degli interventi milionari della stessa Regione che non hanno avito risultato fino a quando non si è messo uno stop al carosello inutile della doppia draga (aspirante e refluente).

Con la modifica alla legge istitutiva - si legge nella proposta di potenziamento - «vengono introdotte disposizioni per la razionalizzazione delle modalità di finanziamento dell’Autorità portuale regionale». Che potrà disporre dei proventi derivanti dalla gestione delle nuove aree di competenza, «reinvestendoli per migliorare la funzionalità delle aree portuali». Funzionalità che nel porto di Viareggio significa soprattutto uscire ed entrare senza correre il rischio di insabbiarsi. Gli interventi messi in atto da quanto esiste l’Authority hanno evitato i grossi problemi degli anni precedenti - e la draga sta tornando per completare l’opera appaltata nel 2015 - ma il porto viareggino ha necessità continue in questo senso.

In questo nuovo quadro normativo «si prevede», inoltre, «il potenziamento della dotazione organica dell’Autorità in relazione alle nuove funzioni ad essa attribuite». La previsione è di dieci persone in più in organico all’Authorithy oggi diretta dal segretario Fabrizio Morelli. Tutto personale comandato o distaccato dagli altri Enti locali o dalla Regione.

Tra le novità che la proposta di legge firmata da Stefano Baccelli c’è anche l’attribuzione all’Autorità portuale regionale della «determinazione delle tariffe per l’uso di attrezzature ed impianti portuali pubblici». Questione decisamente molto sentita in una Darsena che non ha ancora perso il “vizio” di non saper distinguere il bene e il male nell’uso privato degli spazi pubblici, primi fra tutti le banchine. Mentre l’Autorità portuale non ha ancora le colonnine proprie, annunciate da tempo - per esempio sulla Lenci - dove si lavora a colpi di concessioni temporanee ai cantieri della DR12 per la vendita dell’energia elettrica.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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