Il presidio
«Miccio dopato al Palio» Fantino sotto processo
Entra nel vivo in tribunale la vicenda che sconvolse l’edizione del 2012 Marcello Giannini della Cervia accusato di maltrattamenti a Falco Moreno
QUERCETA. Entra nel vivo il processo per il caso doping al Palio dei micci. Una vicenda che sconvolse l’edizione del 2012, vinta dalla Lucertola. Con un codazzo di polemiche, tra accuse e difese imbarazzate. Il punto di svolta furono le analisi mediche ordinate dalla Procura di Lucca ed eseguite dai carabinieri del Nas. Analisi che hanno portato all’apertura di un processo per maltrattamento di animali.
Ieri in tribunale a Lucca sono stati sentiti i primi testimoni della vicenda. Sul banco degli imputati c’è Marcello Giannini, storico fantino della Cervia soprannominato “Rampino”. Giannini è finito sotto accusa perché proprietario e preparatore di Falco Moreno, il miccio che corse l’edizione 2012 con i colori biancazzurri. Le analisi sui prelievi post-gara, eseguiti il 27 maggio, evidenziarono la presenza di un farmaco, il Flunixin, nel sangue di Falco Moreno. Anche un altro miccio, Biscotto del Leon d’oro, venne passato ai raggi X perché ritenuto a sua volta dopato. Ma per quest’ultimo caso non è stato aperto alcun processo. Com’è invece avvenuto per Falco Moreno, e per il suo preparatore Giannini.
Nella richiesta di rinvio a giudizio la Procura ha contestato al fantino Giannini un reato in concorso: questo significa che c’erano altri sospettati, poi non emersi, nella vicenda. Il reato di cui si discute in tribunale, come detto, è quello di maltrattamento degli animali. Ed è l’unico che poteva essere contestato dagli inquirenti: in Italia il codice penale non punisce la volontà di alterare una manifestazione sportiva con gli animali. Va detto che per un reato del genere gli imputati rischiano una multa e poco più.
Il fantino Giannini, dal canto suo, si difende. Nega di aver mai somministrato a Falco Moreno, miccio da lui trattato con ogni cura, un qualsiasi farmaco senza prima aver avuto la prescrizione del veterinario. Prescrizione che non c’è stata. Fatto sta che il Flunixin è stato dato a Falco Moreno. Secondo l’avvocato Marco Serafini, che difende il fantino sotto processo, il Flunixin «è un antinfiammatorio che viene dato agli animali, soprattutto agli equini. Non è provato il fatto che possa accrescerne le prestazioni». In tribunale la difesa ha sottolineato il fatto che la stalla nella zona di Querceta, dove si trovava Falco Moreno prima di correre il Palio, era un’ottima sistemazione. Ma, per quanto isolata, non era così inaccessibile ad altri. Un suggerimento velato della possibilità che qualcun altro potesse aver accesso all’animale. In modo da somministrargli il farmaco.
Il doping dei micci, vero o presunto, è sempre stato sulla bocca dei contradaioli. Certo che da qui a dimostrarlo ce ne corre. A scanso di equivoci, la Pro Loco di Querceta si è costituita parte civile nel processo con l’avvocato Maria Clorinda Martinengo. «Una scelta necessaria per chi vigila sul corretto svolgimento delle gare», spiega lo stesso legale. La scelta della Pro Loco è comprensibile, perché l’associazione sarebbe danneggiata nel caso in cui si dovessero accertare delle responsabilità nel processo. In cui c’è anche l’Ente protezione animali, sempre come parte civile. La prossima udienza è stata fissata per il 20 marzo del 2017.
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