Il presidio
Il salone nautico? Forse è troppo tardi
Il direttore di Confindustria: «Viareggio dovrebbe interrogarsi se la cantieristica è un’opportunità o una seccatura»
VIAREGGIO. «La nautica viareggina fatica ancora a relazionarsi con la burocrazia locale e questa è la causa di molti problemi del settore, tanto che la città dovrebbe interrogarsi se la cantieristica è un’opportunità o una seccatura». A dirlo è Marcello Gozzi, direttore di Confindustria Toscana Nord, interrogato sullo stato di salute del comparto a margine dell’appuntamento organizzato dall’associazione per illustrare i dati del centro studi sulla congiuntura dei principali comparti produttivi sul territorio provinciale nel primo e secondo semestre dell’anno.
A fare da sfondo alla situazione che attualmente attravesa la nautica viareggina c’è la frattura tra i più importanti costruttori viareggini che sono usciti da Ucina-Confindustria per associarsi in Nautica Italiana - anzitutto Perini Navi e il gruppo Azimut Benetti - ma anche una sorta di riavvicinamento tra le parti che potrebbe portare a risultati apprezzabili in tempi relativamente brevi.
Su tutte la questione di un salone nautico riservato ai mega yacht superiori ai 40 metri. «C’è stata una prima riunione tra le due sigle e il clima è stato molto positivo perché si è parlato delle reciproche necessità, tra cui quella di creare una vetrina mirata – conferma Gozzi – L’idea di un salone a Viareggio è interessante ma il ministero ha chiarito che ne vuole solamente uno, che è a Genova, che però potrebbe prevedere articolazioni o spin off. È necessario però che Nautica Italiana e Ucina si incontrino di nuovo e non so se i tempi così ravvicinati consentono di pensare alla prossima primavera». Ma non è solo la questione dei tempi ristretti a creare qualche perplessità sulla fattibilità dell’evento. «Sappiamo bene che a Viareggio c’è uno storico problema di fondale e questo è un problema strutturale con cui il distretto deve misurarsi a prescindere dal fatto che il salone venga organizzato o meno - prosegue il direttore di Confindustria Toscana Nord - C’è bisogno di un sistema di rapporti più snelli tra le aziende e la burocrazia locale. Prima di pensare che possa esserci un’attività fieristica c’è un’attività preliminare che deve essere fatta».
“Burocrazia locale” che dovrebbe affrontare con determinazione anche un altro fenomeno ormai sotto gli occhi di tutti, considerato un campanello di allarme da non sottovalutare: la migrazione della produzione dei grandi yacht in sedi diverse da Viareggio come accaduto di recente a La Spezia, dove Sanlorenzo dell’ex presidente di Ucina Massimo Perotti, ha da poco trasferito la produzione in metallo. E come ormai da tempo ha fatto Benetti che per i propri giganti del mare, i mega yacht da 100 metri, ha scelto Livorno. Per non parlare dell’espatrio di Perini in Turchia. «Nel breve non vedo il rischio che spariscano i cantieri – conclude Gozzi – ma basta visitare le stesse aziende nelle sedi di Viareggio e in quelle della Spezia per rendersi subito conto della differenza di spazi che hanno a disposizione. È il segno che altrove si incentivano le aziende della nautica perché portano lavoro e un indotto importante, a Viareggio questo invece non accade. Per questo sostengo che è fondamentale recuperare il rapporto con la burocrazia locale».
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