Meteo
Un milione e mezzo per mescolare fanghi e rifiuto organico
È il finanziamento della Regione per la sperimentazione L’impianto a pieno regime produrrà fertilizzante
VIAREGGIO. Sperimentare in laboratorio (Cnr di Pisa e università di Firenze) il processo di codigestione del rifiuto organico per poi trasferire l’attività in scala pre-industriale nel sito della Migliarina dove è esistente l’impianto di trattamento fanghi del depuratore. Depuratore gestito da Gaia che ha affidato la linea fanghi a Sea Risorse, società dei rifiuti pubblico-privata (Comune-Gruppo Del Pistoia) la quale si è «accollata i mutui contratti ed i contributi ricevuti ai fini degli interventi operati sulla linea fanghi». Come si legge nella relazione tecnica presentata da Sea Risorse alla Regione Toscana dopo che l’Ente pubblico - nel luglio 2015 - ha deciso di sottoporre la richiesta di apertura dell’impianto di codigestione dei rifiuti a Valutazione di impatto ambientale. Incassando la contrarietà della stessa Sea Risorse.
«Dato che i processi a scala pre-industriale -spiega l’azienda alla Regione il 31 maggio 2016 nell’ambito del procedimento per la concessione della Via che non risulta ancora terminato - raggiungono gli equilibri di reazione solo con tempi lunghi, nel caso in cui vi fosse uno sbilanciamento dovuto ad un sovraccarico l’intero processo di digestione potrebbe essere compromesso». Ecco perché «tutte le indagini preliminari ad individuare l’ottima miscela fanghi-forsu e le condizioni al contorno da mantenere saranno indagate direttamente in laboratorio per poi essere riportate a scala pre-industriale».
Il fertilizzante. Dalla miscela di fanghi del depuratore con il prodotto ricavato dal trattamento del rifiuto organico se ne deriverà «un fertilizzante rinnovabile da digestato di fanghi e frazione organica in modo da minimizzare l’utilizzo dei fertilizzanti chimici in agricoltura». spiega ancora Sea Risorse.
I fanghi in questione sono quelli finiti all’attenzione della Direzione distrettuale antimafia di Firenze con la maxi inchiesta “Demetra” che ha portato ad indagare anche esponenti di Gaia e Sea Risorse. Quest’ultima azienda ha avviato, nell’ambito della propria strategia difensiva - conferma l’amministratore delegato Alberto Corsetti - nuovi esami sui fanghi prodotti (rifiuto Cer 190805, produttore Sea Risorse Spa, come si legge nell’integrazione alle richieste della Regione firmata dallo stesso Corsetti il 31 maggio 2016).
Il finanziamento. Per la sperimentazione - ha annunciato ieri Sea Risorse - «è stato firmato il contratto di finanziamento tra Sea Risorse e Regione Toscana per 1,5 milioni di euro destinati alla realizzazione del progetto "Bio2Energy" sul territorio di Viareggio. Il progetto, «strategico per la Regione Toscana, ha un costo complessivo di 3 milioni di euro, di cui la metà finanziato dalla Regione con fondi strutturali, attraverso un bando vinto da Sea Risorse, ideatrice e capofila del progetto, condiviso con partner pubblici e privati tra cui Publiambiente, Cavalzani Inox, Cnr di Pisa e università di Firenze».
Il terreno. Nel novembre 2015 - lo ricorda ancora Sea Risorse - «la Conferenza dei Servizi ha assoggettato l’inizio dell’attività di sperimentazione all’attuazione di alcune prescrizioni, tra le quali quella di elaborare una “proposta di protocollo tecnico operativo” da concordare con Arpat». Tra le prescrizioni anche quella per cui il terreno sul quale si andava ad avviare la sperimentazione fosse di proprietà di Sea Risorse o almeno in comodato». Da lì a poco l’azienda avrebbe ottenuto dal Comune di Viareggio il via libera (in deroga ai vincoli urbanistici) alla edificazione del capannone necessario al «pretrattamento della frazione organica» e per il quale (400 metri quadrati) è stata chiesta, ai primi di agosto, un’autorizzazione a costruire. La risposta non è ancora arrivata, ma intanto Sea Risorse deve attendere i tempi della procedura fallimentare della Patrimonio, proprietaria del terreno che andrà all’asta. Solo se Sea Risorse risulterà essere il miglior offerente il terreno sarà suo.
Il commento di Miracolo. Vicenda complessa, dunque, quella del codigestore la cui proposta risale al 2005, quando dei rifiuti viareggini si occupava Giuseppe Vitiello, come ricorda l’ex presidente di Sea Ambiente, Fabrizio Miracolo, che dichiara: «Chediamo di esporre pubblicamente i risultati delle sperimentazioni condotte in questi anni per la codigestione di fanghi e Forsu al fine di comprendere cos’altro va finanziato con altri tre milioni di euro pubblici».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
