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Rientra l’allarme su anatomia patologica Ecco cosa accadrà

Rientra l’allarme su anatomia patologica Ecco cosa accadrà

VIAREGGIO. Nessuno lo dice ufficialmente, ma pare proprio che l’allarme sulla chiusura del reparto di anatomia patologica dell’ospedale Versilia - con eventuale trasferimento nella zona apuana - sia...

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VIAREGGIO. Nessuno lo dice ufficialmente, ma pare proprio che l’allarme sulla chiusura del reparto di anatomia patologica dell’ospedale Versilia - con eventuale trasferimento nella zona apuana - sia già rientrato. Anzi: a Lido potrebbe trovare posto, a sorpresa, un polo d’eccellenza per gli esami citologici. In parole più semplici, un laboratorio di analisi delle cellule sospettate di ospitare patologie anche gravi come tumori, da usare per avere risposte immediate in caso di intervento chirurgico. La presenza di questo polo d’eccellenza potrebbe anche evitare il trasferimento temuto dei tecnici del reparto.

Da mesi si parla del possibile trasferimento dell’anatomia patologica, con destinazione Carrara (anche se non è chiaro dove, visto che l’ospedale carrarino non esiste più). Non era un segreto da corridoio: lo disse anche l’allora direttore generale dell’ex Asl Versilia Brunero Baldacchini. Il taglio sarebbe stato di una quindicina di medici, tecnici e infermieri, in parte destinati a Carrara. L’ipotesi di chiusura sembrava riguardare anche il reparto dell’ospedale di Lucca.

La vicenda era rimasta un po’ sottotraccia, fino a che non era arrivata la voce che il trasferimento sarebbe divenuto operativo da domani, lunedì 3 ottobre. I dipendenti interessati si sono infuriati, i sindacati pure. La Uil Fpl ha diramato un comunicato in cui sosteneva che l’operazione doveva essere bloccata, per ridiscuterne i contorni. Va detto che lo stesso sindacato non si era detto contrario all’operazione: del resto, è tutto da dimostrare che eseguire alcune analisi - soprattutto biopsie - a Carrara o a Massa, piuttosto che al “Versilia”, significa peggiorare il servizio. Altro discorso sarebbe se il trasferimento rendesse più lenti esami che devono essere svolti a intervento chirurgico in corso: il medico deve sapere, in quel caso, se ha di fronte un tumore. E lo deve sapere alla svelta, perché l’operazione è necessariamente di tutt’altro tipo.

La vicenda, però, ha assunto i contorni del giallo. Il trasferimento del personale di anatomia patologica sembra essere stato congelato, in attesa che si crei un polo citologico di eccellenza al “Versilia”. Una sede di analisi rapide ed immediate su cellule sospette. Un lavoro, quindi, di alta professionalità sanitaria. In cui impegnare gli operatori che avrebbero dovuto lasciare l’ospedale. Su questo punto dagli stessi sindacati arrivano conferme, per quanto non in via ufficiale. Ma dato che ormai l’allarme è considerato rientrato, è giusto darne conto. Soprattutto per dare a Cesare (in questo caso l’Asl) ciò che è di Cesare.

Restano aperti molti fronti, nella contesa tra vertici dell’azienda sanitaria e rappresentanti dei lavoratori. Che tornano a chiedere assunzioni per carenze di organico definite oramai strutturali.

Sul tavolo, inoltre, ci sono i concorsi per le nomine dei direttori di due reparti tutt’ora scoperti: il pronto soccorso e la medicina generale, oggi retti dai facenti funzione Gino Barbacci e Daniele Taccola. Un ruolo che questi due medici stanno svolgendo con professionalità e coscienza. A cui sarebbe giusto dare una risposta che, per ora, l’Asl non dà. (m.t.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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