Il Tirreno

Versilia

I migranti lasciano la tendopoli di Ripa

di Gabriele Buffoni
I migranti lasciano la tendopoli di Ripa

Rispettato il termine del campo provvisorio della Croce Rossa

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SERAVEZZA. Quindici giorni. Così aveva dichiarato - indicativamente - la prefetta di Lucca Giovanna Cagliostro nel rassicurare i cittadini di Ripa, in delegazione nei suoi uffici, riguardo alla permanenza del campo di emergenza che ha accolto trenta richiedenti asilo provenienti da Pakistan, Bangladesh, Costa d'Avorio e Nigeria nel giardino dell'edificio della Croce Rossa in via De Gasperi, la strada principale che attraversa la frazione seravezzina. E così è stato.

Era il 15 settembre quando - all’insaputa dei cittadini - nel tardo pomeriggio furono allestite le sei tende blu fornite dal Ministero degli Interni: e nel tardo pomeriggio di ieri, esattamente quindici giorni più tardi, anche gli ultimi dodici migranti rimasti hanno lasciato la tendopoli di Ripa per raggiungere le sistemazioni definitive previste dal piano di distribuzione della prefettura; gli altri diciotto che facevano parte del gruppo se ne erano infatti già andati nei giorni scorsi, divisi in piccoli gruppi e ricollocati negli altri comuni della lucchesia forniti delle infrastrutture per un'accurata accoglienza.

«È una vittoria dell’attenzione della democrazia per il diverso - ha dichiarato ieri, proprio di fronte alle tende dove i pochi migranti rimasti stavano raccogliendo le proprie cose in vista del successivo trasferimento, il sindaco di Seravezza Riccardo Tarabella - personalmente sono molto soddisfatto e orgoglioso di come abbiamo gestito questi quindici giorni di emergenza».

«Lo sono come istituzione, dato che intenso è stato il lavoro dell'amministrazione che quotidianamente si è tenuta in contatto con la Croce Rossa per monitorare sia le attività dei rifugiati sia, soprattutto, che le procedure per il loro reindirizzamento altrove si svolgessero nei tempi giusti, ma anche per come la cittadinanza di Ripa ha reagito a questa imposizione della prefettura che ha dovuto fronteggiare una situazione straordinaria. Certo i modi non sono stati i migliori - ha ammesso Tarabella - perché la popolazione si è sentita scavalcata ed ignorata in un primo momento, e ciò ha fatto nascere preoccupazioni legittime nei cittadini».

Ha poi conlcuso il suo intervento: «Dopo il confronto che abbiamo avuto subito dopo l'installazione del campo (il giorno successivo presso le scuole elementari della frazione, dove diversi abitanti presentarono - anche piuttosto vivacemente - le proprie rimostranze, ndr) Ripa si è dimostrata comprensiva nei confronti di questi migranti e si è resa esemplare per l'accoglienza e l'apertura dimostrata nei loro confronti».

Tanto che - come racconta l’assessore al sociale di Seravezza Orietta Guidugli - «alcuni cittadini hanno anche aiutato il personale della Croce Rossa nel “riempire” le giornate di questi rifugiati, coinvolgendoli e dando loro assistenza nelle attività».

Una cooperazione. Infatti anche i migranti di Ripa non sono rimasti lì con le mani in mano: oltre ad aver aderito al progetto “Curiamo il mondo” - che li ha portati ad aiutare in alcuni giorni della loro permanenza nella pulizia degli argini del fiume Versilia e nella zona della Desiata - di loro iniziativa qualche giorno fa si sono messi a disposizione per pulire le strade nell'area di Ripa e della limitrofa Pozzi.

«Questo comportamento è sintomo di una crescita collettiva - ha sottolineato il sindaco Tarabella - di cui essere fieri, specie perché in una situazione anomala: siamo abituati a vedere alla tv fatti di questo tipo, mentre qui si è toccata con mano la vera emergenza migranti».

Da questa mattina inizieranno dunque i lavori per lo smantellamento definitivo (dato che la prefetta ha assicurato che il sito della Croce Rossa di Ripa non potrà più essere sfruttato per inabitabilità dell’area) della tendopoli che si protrarranno per qualche giorno per le opportune verifiche d’igiene.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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