Il Tirreno

Versilia

Le firme per Don Damiano arrivano ai cardinali

di Cesare Bonifazi

La petizione promossa dai fedeli ha raggiunto oltre 1600 adesioni I parrocchiani rispondono alla curia: «Non è stata una scelta condivisa»

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CAMAIORE. La petizione per chiedere che Don Damiano rimanga a Camaiore si è chiusa con 1610 firme e le lettere a Roma sono già partite.

Gli indirizzi di queste raccomandate sono quelli dei cardinali conosciuti nella diocesi affinché intercedano presso Papa Francesco. La richiesta, univoca di tutta la comunità, è che il prete non parta ma continui a guidare la prioria. A nulla è servita la nota della curia pubblicata nei giorni scorsi da Toscanaoggi.it nella quale venivano espressi tutti i dubbi di Lucca su questa “sommossa popolare” nata dopo l’annuncio dello spostamento di Don Damiano alla diocesi di Segromigno in Piano dopo solo sette anni di opera evangelica.

Tutt’altro, se possibile quello scritto ha inasprito ulteriormente i sentimenti della comunità che ha visto ribadita la chiusura da parte della curia: nessuna spiegazione sul traserimento se non generiche, “ragioni pastorali” che sarebbero nel pieno potere dell’arcivescovo Italo Castellani.

«Hanno ribadito la loro posizione senza considerare le richieste dei parrocchiani che chiedono semplici spiegazioni - dice uno dei promotori della raccolta firme, Andrea Francesconi - Il modo in cui è strutturata la Chiesa permette che vengano prese certe decisione senza una consultazione della gente. Le decisione le prende chi è più alto in carica e da Lucca continuano a dire che è stata una scelta condivisa, cosa che noi dubitiamo fortemente. Lo accettiamo ma, in questo clima d’incertezza, non abbiamo ancora avuto il nome del parroco che lo andrà a sostituire. Per il momento ci saranno solo i due vice».

A rendere tutto più difficile nell’animo del gregge camaiorese sono le voci che non vengono smentite sui reali motivi: secondo le dicerie del paese, accreditate da alcune fonti interne alla parrocchia, ci sarebbero motivi di natura economica che hanno spinto Lucca a rimuovere Don Damiano. La sensazione dei più è che comportandosi da buon “prete imprenditore”, Damiano Pacini avrebbe fatto fruttare il ricco patrimonio immobiliare della prioria di Camaiore, tanto da aver suscitato qualche mira da parte di interessi esterni alla comunità.

«Se il vescovo prende una decisione del genere, non possiamo che rispettarlo - dice Francesconi - ma in certe parole vediamo un po’ di ipocrisia: non sarebbe stata così condiviso questo percorso e noi, lo ribadiamo, non abbiamo ancora visto designare il suo successore».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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