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Le opere di Kaplan in esposizione da martedì a Massa
PIETRASANTA. Tutto inizia con l’interesse per gli attrezzi manuali. Una naturale abilità nelle lezioni di tecnica alle superiori, una passione per collezionare utensili d’epoca, un interesse per la...
PIETRASANTA. Tutto inizia con l’interesse per gli attrezzi manuali. Una naturale abilità nelle lezioni di tecnica alle superiori, una passione per collezionare utensili d’epoca, un interesse per la storia della tecnologia e una spiccata manualità per i lavori di casa, porta Charlie Kaplan a possedere, all’età di ventiquattro anni, appena sposato, in un appartamento nel West Hollywood, un nuovo set di scalpelli. Dopo avere adocchiato un pezzo abbandonato di abete, in un parcheggio, lo porta sul balcone del suo appartamento, prende gli attrezzi e istintivamente comincia a scolpire. Nasce così la passione per la scultura di questo settantaduenne imprenditore americano, trapiantato per molti mesi dell’anno a Pietrasanta. Perché la strada della scultura, passando progressivamente dal legno al marmo, non poteva che portarlo qui, a prendere casa, frequentare i laboratori, esplorare i segreti della materia e carpire i segreti della lavorazione. E, a partire da martedì 27 settembre (e fino al 27 ottobre), il frutto di questo percorso sarà esposto in una mostra personale al Museo Guadagnucci a Villa La Rinchiostra a Massa.
È il 1985 quando partecipa per la prima volta - e lo farà per altre cinque - a un corso di scultura organizzato da Lynne Streeter a Pietrasanta. Immerso nella comunità di artigiani, Kaplan impara un modo diverso di lavorare materiali diversi e comprende il perché scolpire il Nero Belgio o il Rosa Portogallo, o il Bici della Macedonia. La scultura sta ovviamente a mezzo servizio con la sua attività di imprenditore che partita dal negozio di giocattoli del padre è poi diventata, sotto la sua guida, la LakeShore Learning Materials, una delle aziende big negli Stati Uniti d’America per la fornitura di materiale didattico per le scuole.
La stessa dedizione al lavoro però Kaplan l’ha riservata a questa sua grande passione, passando di corso in corso per affinare un talento naturale. Ed è stata Mary Ann DeVine, la sua prima insegnante dell’Ucla Extension, ora scomparsa, ad averlo aiutato a comprendere come scolpire il marmo fosse la risposta giusta a questa spinta che covava dentro di lui. La forza artistica di Kaplan sta nelle forme non rappresentative e tridimensionali. Kaplan cerca indizi nella forma naturale della materia. Il suo processo lo porta a pulire la lastra, a togliere pezzi che devono essere rimossi a causa di fratture e difetti e poi, a scalpellare delimitandone una piccola area. Il percepire quali curve danno piacere e quali no, “il sentire” in modo intuitivo come un'area scolpita debba essere sviluppata e il “sapere” come creare una forma coesa, ben bilanciata, sono ora i tratti distintivi della sua scultura.
La sua attività, ora che ha lasciato la gestione dell'azienda di famiglia, si svolge principalmente nella nuova casa di Los Angeles progettata per includere uno studio di scultura dotato di una gru per muovere grandi blocchi di marmo e i pezzi finiti. Ma ogni estate torna nella sua abitazione di Pietrasanta per scolpire nei laboratori artigiani apuo-versiliesi e continua a studiare l'incisione della pietra. Nel 2009 Pietrasanta ha installato una delle sue opere sul pontile di Marina.
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