Il Tirreno

Versilia

Tutti contro Delrio e lui corregge il tiro

di Donatella Francesconi
Tutti contro Delrio e lui corregge il tiro

Istituzioni, partiti e associazioni contestano le dichiarazioni del ministro in favore di Moretti. La replica: pieno rispetto dell’azione degli inquirenti

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VIAREGGIO. È passata una bufera sulla dichiarazione del ministro dei trasporti Graziano Delrio in tv, martedì sera: la pena chiesta dalla Procura di Lucca per Mauro Moretti, ex ad di Ferrovie oggi con lo stesso ruolo ma in Finmeccanica, a detta del ministro, è una «sproporzione enorme». Quindi la speranza è che «i giudici abbiamo tutti gli elementi per giudicare in modo equo». Immediata la reazione dei familiari delle vittime, il cui presidente Marco Piagentini scrive al ministro: «Apprendiamo con sorpresa che dal 21 settembre ministri della Repubblica possono interferire nei procedimenti giudiziari in corso, dando la propria opinione e mettendo chiaramente pressione ad un Collegio». Pressione, ingerenza, interferenza sono le parole che per quasi tutta la giornata commentano l’esternazione del ministro dei trasporti. Lo stesso ministro che oggi dichiara «è difficile pensare che l’ad di Fs possa avere una responsabilità così enorme», ma nel 2011 - da sindaco di Reggio Emilia - tuonava contro lo stesso Moretti nel tira e molla sulla stazione Mediopadana accusandolo di utilizzare parole «infelici e sbagliate».

Nel pomeriggio le agenzie battono la notizia della marcia indietro di Delrio: «Non manca da parte mia il pieno rispetto dell’azione degli inquirenti e della magistratura, come la certezza che sarà accertata la piena verità con il conseguente giudizio dei responsabili dei fatti che sono all’origine della tragedia».

Un’altra lettera dei familiari delle vittime sarà indirizzata all’Associazione nazionale magistrati e al suo presidente Davigo. Ed una ai parlamentari toscani. Da questo fronte arriva la voce della senatrice Manuela Granaiola (Pd) che definisce le parole di Delrio «amare valutazioni, davvero difficili da digerire». Il presidente della Provincia di Lucca (e sindaco di Capannori) Luca Menesini non fa sconti al collega di partito: «Come presidente della Provincia - ma anche sindaco e di uomo - prendo le distanze dalle parole di Delrio. Non è il momento di commentare le richieste dei pm. È il momento di fare chiarezza e di dare giustizia a Viareggio». Il suo predecessore, oggi consigliere regionale Pd, Stefano Baccelli, è netto: «È assolutamente improprio che un ministro della Repubblica intervenga su un procedimento penale ancora in corso, in una fase delicata come quella della requisitoria». Ed i segretari del Pd Versilia e Viareggio (Giuseppe Dati e Filippo Guidi) a loro volta dichiarano: «La richiesta di condanna a 16 anni per l' ex ad di Fs, Moretti, è pesante. Ma molto più pesanti sono il numero delle vittime e il dolore delle famiglie e dei sopravvissuti».

Sul processo - ricorda Gloria Puccetti, presidente del comitato nazionale “Noi non dimentichiamo” - «incombe la prescrizione. Il ministro Delrio utilizzi il potere che le deriva dal suo ruolo, non per esprimere commenti inopportuni ma perché questo non avvenga».

Alessandro Santini, coordinatore di Forza Italia a Viareggio, si rivolge al presidente della Repubblica: «Sia lei il supremo garante dell'indipendenza e della serenità di questa decisiva fase processuale. La preservi da ogni condizionamento e ammonisca duramente chi, come Delrio, non solo abusa del suo essere ministro ma va anche contro il senso più alto della sua posizione istituzionale». Massimiliano Baldini sottolinea: «Le dichiarazioni del ministro sono intollerabili. Mancano di ogni minimo rispetto nei confronti delle famiglie delle vittime e della città intera ma, ancor prima, entrano a gamba tesa in un ambito dove il potere esecutivo dovrebbe portare il massimo rispetto verso libertà ed indipendenza di quello giudiziario».

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