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Versilia

Pedofilia, assolto grazie a Facebook

Pedofilia, assolto grazie a Facebook

L’imprenditore versiliese era accusato di aver scaricato video porno con minori

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VIAREGGIO. Un imprenditore accusato di aver scaricato e condiviso materiale pedo-pornografico è stato assolto grazie a Facebook. Lo ha deciso il Tribunale di Lucca nel procedimento a carico del titolare fino a qualche anno fa di un’azienda a Calenzano, in provincia di Firenze. La Procura lo accusava di avere scaricato sul proprio computer trentasette video nei quali apparivano ragazzini di meno di quattordici anni impegnati in atti sessuali.L’indagine era nata da una querela di un ex dipendente dell’imprenditore che ipotizzava una presunta truffa ai suoi danni e se n’erano occupati i carabinieri, sequestrando su ordine della Procura della repubblica presso il tribunale di Prato il computer nell’abitazione in Versilia, dove nel frattempo l’imprenditore si era trasferito. Quei video c’erano effettivamente nel computer, ma nel processo ha prevalso la tesi della difesa, rappresentata dall’avvocato Stefano Camerini, che è riuscito a dimostrare come il computer non fosse sempre stato nella disponibilità dell’indagato.In particolare l’analisi del traffico sulla piattaforma EMule, incrociata con gli accessi a un profilo Facebook che appartiene a un lontano parente dell’indagato, ha portato i giudici a escludere che quei video siano stati scaricati dall’imputato. C’è anzi il fondato sospetto che siano stati scaricati dal parente. Per questo motivo il collegio del tribunale presieduto dal giudice Stefano Billet ha assolto l’imprenditore e ha contestualmente ordinato la trasmissione degli atti alla Procura distrettuale perché indaghi sull’effettivo utilizzatore del computer.

Paolo Nencioni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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