Il presidio
I due autori di Mina rilanciano la canzone contro l’omofobia
Il brano cantato da Roberta Modigliani rielaborato e proposto in un video per la campagna anti-discriminazioni
FORTE DEI MARMI. In attesa di rileggerli tra gli autori della grande Mina, Matteo Mancini e Gianni Bindi, i due musicisti e parolieri fortemarmini, hanno realizzato una nuovissima versione de “L’amore è uguale per tutti”, pezzo firmato dai due e arrangiato da Giacomo Ghinazzi, e un video di otto minuti che sarà utilizzato per una campagna contro l’omofobia. L’editore, Roberto Gasparini di Enterprise 8 (quello di “Dammi tre parole” di Valeria Rossi, dei dischi di Vasco degli anni Novanta, eccetera), ha chiesto a Ryan James Yezak, autore delle immagini, di poterle usare editandole con quelle della cantante Roberta Modigliani per portare il suo messaggio anche aldiqua dell’oceano.
È semplice raccontare una storia. Molto più complesso è invece dare voce alle storie di molti, soprattutto se queste sono comuni, normali o almeno aspirano ad esserlo. In questo divario, cioè tra l’attuale e l’atteso, si inserisce Roberta Modigliani oggi cantante di successo che ha debuttato in televisione con le ragazze di “Non è la Rai”, programma che l’ha fatta conoscere, quando era ancora adolescente, al grande pubblico.
«Roberta – spiegano i due autori versiliesi - interpreta un progetto artistico che non si colloca nel panorama musicale in modo scontato. Queste operazioni richiedono coraggio ed è proprio in questi casi che la musica e la prosa si prestano al contenuto profondo del messaggio che l’artista decide di esternare. Il cuore del tema affrontato, infatti – continuano Matteo Mancini e Gianni Bindi - è l’essere pari nei diritti, nel riconoscimento; in altre parole “la percezione di sé nel contesto” e questo contesto è la società in mutazione. E anche nel video, giovani e meno giovani, asiatici, neri, caucasici, molte “tipologie di uomo e donna” si misurano con il proprio vissuto, o con l'assenza di esso, non limitandosi a lamentarsi per le subite sottrazioni, ma domandandosi il “perché” di simili differenze tra quanto sia socialmente accettato e la propria condizione».
E qui emerge la novità del linguaggio utilizzato, sia nel brano, sia nel video, perché i ragazzi e le ragazze si confrontano disegnando quella che vorrebbero fosse una sorta di integrazione alla “carta dei diritti dell’uomo”.
Non a caso la canzone di Roberta Modigliani conclude che non ci sono “tante piccole scatole", ma “un solo grande contenitore”.
Il singolo “L’amore è uguale per tutti” è da qualche giorno sui principali store di musica digitale ed è accompagnato sui social network dal video clip e da un toccante cortometraggio che va ad impreziosire questo coraggioso progetto.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
