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Acqua sporca: l’unico modo per non pagarla è fare causa
Il Garante civico può solamente portare le istanze a Gaia in via stragiudiziale
MASSAROSA. L’acqua gialla continua a scorre, il gestore chiede di continuare a pagare la bolletta e l’unica via possibile per provare a chiedere una moratoria, sempre che poi l’azione abbia esito positivo, è ingaggiare un avvocato. I cittadini delle frazioni di Piano di Conca e Piano di Mommio infatti non riescono proprio a mandar giù le parole del direttore generale di Gaia, Paolo Peruzzi: non pagare le bollette, a detta dell’azienda, sarebbe solo un boomerang che toglierebbe risorse importanti per la realizzazione dei lavori sulla linea idrica e, quindi, provocherebbe gravi conseguenze sulla risoluzione del problema. Ma non bastano le rassicurazioni di Gaia, quello che gli utenti non riescono a comprendere è il perché di quella voce “acqua” all’interno della bolletta, quando poi quella che sgorga sembra altro: «Paghiamo un servizio scadente senza possibilità di poter trattare, forse dovremmo fare causa», dicono.
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In effetti il problema sta nel fatto che gli strumenti a disposizione del cittadino sono pochi, pochissimi: la via più forte a cui hanno pensato è un legale, opzione decisamente onerosa per gran parte dei cittadini, oppure affidarsi al servizio del Garante civico il quale si occupa solamente del rapporto stragiudiziale.
«Mi sono occupata già in passato del problema delle acque sporcheý- dice la Garante civica di Massarosa, Tiziana Gemignani - purtroppo si ripete sul territorio di Massarosa da molti anni. Il mio compito è al massimo interfacciarmi con Gaia. L’arma che ha il cittadino è quello di appellarsi in primo luogo alla Carta di qualità del servizio idrico integrato che prevede norme specifiche a tutela degli utenti e consumatori. Tutte informazioni che sono reperibile all’interno del sito dell’azienda».
Proprio sul portale dell’azienda si possono trovare le ultime analisi effettuate dalla società, datate 1 settembre. I valori sono tutti positivi ma non compare il valore del ferro, analizzato direttamente dall’Asl; l’azienda sanitaria però ha già chiarito che durante l’anno sono stati solo cinque i superamenti del valore del ferro, stabilito per legge a 200 milligrammi per litro.
«Quello che posso consigliare ai cittadini è la via della segnalazione continua - dice Gemignani - andare avanti a segnalare i disservizi inviando email a info@gaia-spa.it. Nel messaggio va indicato l’oggetto “informazioni acque sporche”. Nella lettera va richiesto quali siano i referenti cui poter far capo per esporre il problema. Al referente va chiesto di incrementare i controlli sul grado di torbidità, sul funzionamento degli impianti, sui parametri di colorazione. Nell’ipotesi in cui il privato ritenga che il problema riguardi invece una tubatura, dovrebbe fare una segnalazione al numero verde guasti 800234567. A seguito della telefonata Gaia fisserà un sopralluogo».
Una via che i cittadini conoscono bene e che sul breve periodo giudicano «non risolutiva».
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