Il Tirreno

Versilia

La preside scrive ai vandali della scuola: «So chi siete, fermatevi»

di Valentina Landucci
Una vetrata della scuola distrutta dai vandali
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Una vetrata della scuola distrutta dai vandali

Da giorni si susseguono assalti alla scuola Pistelli di Camaiore e la dirigente scolastica si rivolge ai responsabili: «Non siete “ganzi”, provo dispiacere per voi»

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VIAREGGIO. «Cari vandali, mi rivolgo a voi per esprimervi tutto il mio dispiacere nei vostri confronti. Che siate adulti o meno adulti, giovani o giovanissimi, le vostre azioni ripetute e pianificate, non solo dimostrano tutta la vostra vigliaccheria – chi fa certe cose non ha il coraggio e la forza di vivere la vita e i problemi che essa purtroppo ci pone in modo aperto e costruttivo e se non ce l’ha ora non ce l’avrà più - ma manifesta anche tutto il proprio disagio, il proprio malessere».

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Comincia così la lettera di Mila Berchiolli, da qualche anno dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo Camaiore 1. Istituto che, nelle ultime due settimane, è stato preso di mira dai vandali. In particolare a finire nel mirino delle mazzate con le quali vengono sfondate porte e finestre di vetro è la scuola media Pistelli, nella zona della Badia di Camaiore appena fuori dal centro cittadino.

Un giorno sì e uno no ignoti - o forse no - si armano di spranghe, pesi da palestra e bastoni: e già botte alle vetrate, del piano terra ma anche dei piani alti, finchè non le rompono. Poi si allontano. A dare l’allarme, qualche giorno fa, era stata la stessa dirigente. Non è servito un ammonimento e un appello alla città da parte della professoressa. I vandali sono tornati. E la dirigente ha deciso di scrivere loro una lettera sul sito dell’istituto.

«Non sono bravate queste, ma un modo di sfogare la rabbia o di superare la noia di un tempo vuoto, con gesti assurdi, che vi rendono solo, inevitabilmente e ineluttabilmente, vittime. Provo profondo rammarico per voi, perché le vostre azioni sono vostra responsabilità, questo sì, ma questa "responsabilità" sbagliata, distorta, non è tutta colpa vostra, ma deriva probabilmente da una educazione fallimentare, da una società che non vi aiuta e da condizioni di sofferenza emotiva e psicologica. Insomma, siete tutto, fuorché dei “ganzi”».

Berchiolli è molto diretta: «Provo dispiacere per voi. Perché se passate il vostro tempo a spaccare vetri, a pianificare incursioni con gli estintori, non state vivendo nessuna vita vera, reale, concreta. Vivete solo in un mondo di rabbia, ribellione, o divertimento malato, che non vi porteranno da nessuna parte e con voi chi finge di non vedere».

«Se la scuola Pistelli, e con lei l’Istituto Comprensivo, sono il vostro bersaglio per pura casualità - prosegue Mila Berchiolli - provo compassione per voi che non sapete trovare un modo vero, luminoso, sereno per divertirvi senza nascondervi. Se invece i vostri sono gesti di rabbia contro di me o contro gli insegnanti o contro la scuola tutta e i suoi studenti, sappiate, che al di là del dispiacere nel vedere rovinare cose che sono un bene pubblico e prezioso, non ci arrecate altro danno. Noi infatti continueremo ad agire secondo la nostra coscienza e secondo quanto ci impone il nostro dovere e non ci intimorisce certo il vandalismo e la volontà di distruzione che da esso traspaiono».

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«Infine fate molta attenzione - conclude la dirigente - Abbiamo, oltre ai filmati, anche alcune rivelazioni attendibili che ci dicono che probabilmente siete in età scolare e che nel gruppo non ci sono solo maschi. Insomma siamo molto vicini a sapere chi siete, addirittura forse lo sappiamo già, ma vi vogliamo dare un’ultima possibilità di riscatto, di salvezza positiva; perché quello che avete fatto in questi giorni si configura come un reato penale di cui resta traccia a vita nel certificato giudiziale. Quindi siete ancora in tempo a fermarvi. E spero che contemporaneamente intervenga anche chi vi sta vicino, per farvi rinsavire».

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