Il Tirreno

Versilia

La cartapesta e la pittura le sue passioni

Carlo Vannucci - per tutti semplicemente “Bocco”, soprannome ereditato da uno zio - è nato a Viareggio il 15 settembre del 1920 e a Viareggio si è spento il 30 settembre di un anno fa. Non è, quindi,...

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Carlo Vannucci - per tutti semplicemente “Bocco”, soprannome ereditato da uno zio - è nato a Viareggio il 15 settembre del 1920 e a Viareggio si è spento il 30 settembre di un anno fa. Non è, quindi, un caso che sia delimitata proprio tra queste due date la mostra in suo ricordo che verrà inaugurata giovedì prossimo - il 15 settembre, ben appunto - alla Cittadella del Carnevale, all'interno di uno degli hangar dove prendono vita i mascheroni di cartapesta. Gli stessi che Vannucci ha modellato ininterrottamente per quasi mezzo secolo, nei baracconi di via Cairoli e via Marco Polo, portando sui viali a mare costruzioni spettacolari non sempre premiate dal giudizio dei giurati. Appena due, infatti, sono stati i trionfi tra i carri grandi: alla prima, storica vittoria in coppia con Sandro Bertuccelli nel 1953 con "Chi vuol esser lieto sia" fece seguito solamente quella del 1992 grazie a "Attenti al lupo", realizzato pure questo a quattro mani con il primogenito Enrico. Un anno dopo firmò la sua ultima opera, "Curiamo il mondo", lasciando infine il posto al figlio stesso che oggi, al pari del fratello Roberto, porta avanti la tradizione di famiglia.

Ma "Bocco" non è stato solo un apprezzato costruttore di carri: tra un mascherone e l'altro ha sempre dato sfogo alla sua passione per la pittura, esponendo le sue opere in varie gallerie non solo di Viareggio e della Versilia - a lui furono dedicate ben due mostre nell'ambito dei festeggiamenti del Carnevaldarsena - ma anche all'estero, in particolar modo in Germania e in Svizzera. E uno dei suoi quadri è stato assegnato pochi mesi fa al carrista Massimo Breschi in qualità di vincitore della prima edizione del premio speciale intitolato proprio a "Bocco".

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