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Versilia

Gaia non ha i soldi per cambiare i contatori a Forte

di Donatella Francesconi
Gaia non ha i soldi per cambiare i contatori a Forte

Daniele Ferrante: «Sindaco, dov’è l’efficienza dell’azienda?» La battaglia del comitato versiliese “Acqua alla gola”

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FORTE. «Dov’è l’efficienza di Gaia, sindaco Buratti?» è la domanda di Daniele Ferrante, tra i leader delle battaglia che i cittadini di Forte dei Marmi hanno vinto in materia di contatori di Gaia. Anzi: avrebbero vinto, sulla carta. «Perché i lavori previsti per la sostituzione dei vecchi contatori a lente tarata per 7.106 utenze si è interrotta «nell’aprile 2015», come ricorda lo stesso Ferrante al tavolo della riunione del comitato versiliese “Acqua alla gola”, nato sull’esperienza massese. La domanda rivolta al sindaco di Forte arriva all’indomani della pubblicazione sul “Tirreno” dei documenti che si sono scambiati Buratti e Alessandro Del Dotto, che è il sindaco di Camaiore. Due visioni in parte molto diverse sul che fare di e con Gaia, nella discussione aperta tra i sindaci della Versilia: Buratti impegnato a difenderla così com’è, Del Dotto pronto a sostenere l’azienda se la stessa azienda dimostra di mettere in atto cambiamenti radicali.

«Il sindaco di Forte - ricorda Ferrante - avrebbe dovuto verificare ogni sei mesi a che punto era arrivato l’intervento di sostituzione dei contatori. Ma i soldi sono finiti. E l’utente può solo scegliere tra aspettare o anticipare l’intera somma, 1.700 euro a contatore».

In realtà i cittadini interessati avevano fatto all’azienda idrica una proposta: «Ci siamo fatti fare un preventivo da professionisti certificati. Per cambiarli su tutto il territorio il costo del solo contatore, identico a quello di Gaia, ovvero il contatore “Maddalena”, sarebbe stato trenta euro. Somma alla quale vanno sommati i 20 euro della piombatura fatta dai tecnici di Gaia». Una soluzione, però, che l’azienda non ha accettato. «Ma alle nostre richieste di capire se l’intervento andrà avanti», conclude Ferrante, «Gaia non risponde così come non ha risposto il difensore civico regionale al quale ci siamo rivolti».

Il comitato “Acqua alla gola” ricorda: «Contrariamente a quanto previsto dalla Carta dei servizi dell’azienda l’equità di trattamento non è garantita. In quanto, a tutt’oggi, esistono contratti a forfait con erogazione a “bocca tarata”, privi quindi di contatore, nonostante la legge Galli ne obbligasse l’eliminazione. Questo tipo di fornitura costringe gli utenti al pagamento anche di acqua che non viene consumata». Con buona pace dell’efficienza, è la riflessione che richiama quella iniziale.

Resta da capire come si concluderà il confronto tra i sindaci della Versilia sul futuro di Gaia, anche in previsione del maxi finanziamento con gli Istituti di credito che da mesi chiedono all’azienda idrica di dimostrare - atti concreti alla mano - lo stop del contenzioso con le amministrazioni comunali che sono i soci dell’azienda pubblica. Una partita che si è interrotta appena prima della stagione estiva e che oggi deve essere portata a compimento.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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