Il Tirreno

Versilia

La “casa del Palio” riporta in campo le polemiche

di Tiziano Baldi Galleni
La “casa del Palio” riporta in campo le polemiche

Tarabella propone una struttura sportiva a 360 gradi L’opposizione: «Non basta un tendone smontabile»

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QUERCETA. Se dici “Casa del Palio” tocchi uno dei temi più sentiti, in questi anni, dalla piana seravezzina. E così, anche questa volta, è bastato che l’amministrazione annunciasse l’avvio di un progetto del genere che sono piovute critiche. In particolare sono state le parti politiche a scatenarsi, anche se pure tra i contradaioli c’è ormai diffidenza nei confronti delle promesse.

Di idee ce ne sono tante, e divergenti, e ad esempio per il gruppo di minoranza di Riccardo Cavirani la proposta dell’amministrazione Tarabella è «un compromesso non all’altezza delle nostre aspettative». Sebbene la giunta abbia chiarito che il progetto sarà totalmente condiviso, con contradaioli e associazioni, ha anche sottinteso che non sarà il fatidico PalaPalio (cioè dedicato solo alle contrade). Ma invece l’idea è quella di una struttura polifunzionale, e quindi anche sportiva, che verrà realizzata nell’area artigianale di via Ciocche.

«Il nostro gruppo, Idee in Comune, ha sempre criticato la scelta del luogo dove sarà realizzata la struttura coperta – ha spiegato Elena Luisi, consigliera di minoranza - il tipo di struttura unica è insufficiente per nove gruppi distinti, concessa in utilizzo anche ad altre associazioni, nonché la decisione di mettere insieme mondo del palio e società sportive, una scelta che già in passato ha provocato insoddisfazioni per entrambe le parti».

Insomma, la minoranza di Cavirani boccia sul nascere, in toto, l’idea di Tarabella. Ma sarà impossibile mettere tutti d’accordo, e il mondo delle contrade, in tutte queste diatribe, non si è mai espresso. Intanto il capogruppo di Idee in Comune, Riccardo Cavirani, ha rincarato la dose.

«Siamo certamente convinti - ribadisce Riccardo Cavirani capogruppo- che il mondo del palio necessiti di una struttura più importante di un semplice tendone smontabile, una location più qualificante e accessibile e un’attenzione maggiore per renderlo un eccellenza attrattiva del Comune, aspetteremo di vedere un progetto dettagliato per sollevare le nostre riflessioni nelle sedi opportune come commissioni consiliari e consiglio comunale».

Anche se di tendone non si tratterà sicuramente, è uno dei primi punti fermi che ha espresso il sindaco Tarabella, parlando di «un impianto solido, funzionale, sicuro e durevole: un bene che resti a lungo come patrimonio della comunità».

Ma siamo appena all’inizio di questa partita. Andando indietro nel tempo, tante critiche aveva scatenato, ad esempio, anche il progetto - ancora presente sul piano urbanistico comunale - nell’area ex Olympia a Querceta. Quella volta era stata presa di mira l’estensione dell’edificio, troppo poco capiente e l’amministrazione Neri modificò il piano, portando il potenziale PalaPalio a 1500 posti. Ma doveva essere un privato a costruirlo, in perequazione, e il Palapalio è sfumato.

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