Delitto in pineta, svolta nell’inchiesta
Si aggrava la posizione del presunto omicida: dovrà rimanere in carcere a Sollicciano
VIAREGGIO. Si aggrava la posizione dell’uomo sospettato di essere l’autore dell’omicidio di Ferragosto in pineta. Mostapha Essami resterà nel carcere fiorentino di Sollicciano - dove è recluso dal 20 agosto perché deve scontare un mese e mezzo per un residuo di pena - anche per il delitto che è costato la vita al clochard marocchino Mohamed Hamdi. Il giudice delle indagini preliminari di Lucca Silvia Mugnaini ha firmato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere su richiesta del pm Ingangi visto che le indagini svolte nelle settimane scorse dai carabinieri avrebbero consentito di riscontrare elementi probatori ritenuti fondamentali.
Mostapha Essami, nazionalità marocchina, senza fissa dimora, era stato fermato a Campi Bisenzio due settimane fa.
In base al quadro indiziario delineato nei giorni successivi al delitto, a scatenare la furia omicida sarebbe stata la gelosia. Ovvero un apprezzamento di troppo che la vittima avrebbe fatto alla donna del presunto assassino, una moldava di trentacinque anni. L’alcol consumato oltre misura nel corso della notte avrebbe fatto il resto.
Un delitto maturato nell’ambiente dei clochard - così vivevano sia la vittima sia il presunto omicida e il gruppo di persone che con lui aveva raggiunto Viareggio dalla provincia fiorentina durante il Ferragosto.
Un colpo solo, inferto con un coltello, è costato la vita a Mohamed Hamdi.
Alla scena avrebbero assistito anche altri homeless nordafricani. Almeno una decina. Su di loro si sono concentrate le indagini dei carabinieri e probabilmente da loro potrebbero essere arrivati i riscontri che gli inquirenti cercavano per avvalorare l’ipotesi investigativa.
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