Una fiera della nautica a fine marzo 2017
Sarà la risposta toscana e viareggina al salone di Genova
VIAREGGIO. Le date sono già fissate da tempo e sono quelle di Yare, l’evento dedicato al refit nautico con base operativa a Viareggio ma che da qualche tempo ha adottato una formula itinerante, e Seatec di Carrara, la rassegna internazionale di tecnologie subfornitura e design per imbarcazioni, yacht e navi.
Il fine settimana di eventi tra il 28 e il 31 marzo sarà, a quanto pare, anche quello della prima edizione di un salone nautico toscano alternativo a Genova. In pratica il salone dei principali marchi dell’industria nautica italiana usciti da Ucina e Confindustria sbattendo la porta e pronti a inaugurare, con la benedizione della Regione Toscana, una fiera alternativa e soprattutto “viareggina” come viareggini alcuni dei principali esponenti di Nautica Italiana, tra gli altri Azimut Benetti e Perini.
L’ufficialità rispetto all’organizzazione di uno “Show del mare”, così come lo hanno chiamato i rappresentanti di Nautica Italiana, non c’è ancora, ma potrebbe arrivare nelle prossime ore, proprio durante le giornate del salone di Cannes che si apre oggi in Costa Azzurra e che quest’anno più che mai si pone come palcoscenico d’eccezione per la nuova associazione degli industriali italiani presenti con i propri cantieri e i propri prodotti in misura massiccia. Un modo per fare “massa critica” e dimostrare a Confindustria chi davvero rappresenta il settore.
È chiaro però che un salone fuori dai confini nazionali, usato come vetrina per la presentazione del primo studio di settore commissionato da Nautica Italiana, non basta. Già nelle scorse settimane l’associazione aveva parlato apertamente della volontà di organizzare una serie di nuovi eventi a cominciare da un salone «outdoor, dal carattere internazionale e innovativo, dedicato alla grande nautica, che avrà luogo idealmente in primavera». L’alternativa, come dicevamo, a Genova, manifestazione “di competenza” di Ucina e Confindustria e in quanto tale accuratamente evitata dai big “ribelli” del settore.
Quale miglior contesto, quindi, di quello offerto dall’asse Viareggio-Carrara con Yare e Seatec che già vede come protagonisti i vertici di Nautica Italiana?
Solo per fare alcuni nomi vice presidenti dell’associazione sono Giovanna Vitelli (Azimut Benetti) e Fabio Boschi (Perini). E la segreteria generale è affidata all’esperienza di Lorenzo Policardo, ex Ucina, già consulente di Navigo e a lungo coordinatore generale di Yare. In poco tempo ai 25 soci fondatori che hanno dato vita a Nautica Italiana si sono aggiunte altre importanti aziende del settore e ora l’associazione conta su 68 marchi che vanno dal comparto della costruzione dei grandi yacht a quello del refit, degli accessori, dei servizi. Una realtà in espansione, certamente. Ma davvero in grado di far naufragare il salone di Genova e con esso ucina?
Di certo alla fiera ligure di Confindustria Nautica Italiana non intende fare sconti o favori. E quest’anno più che mai quello di Genova sarà il salone italiano senza i big italiani. Con qualche importante eccezione, come nel caso di Sanlorenzo. Presto, però, per dire se quello sferrato da Nautica Italiana sarà un attacco “mortale”. Di un «dispetto» pala piuttosto Carla Demaria, presidente di Ucina, oggi alla guida di Montecarlo Yachts ma a lungo manager di Azimut Benetti. Demaria pochi giorni fa descriveva quella di Nautica Italiana come «una guerra che può far male al nostro comparto». Guerra che, questo è certo, pare destinata a durare. E Viareggio, alla fine, potrebbe anche averne i suoi vantaggi divenendo la sede di una mostra nautica internazionale di cui, da diverso tempo ormai, si parla.
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