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Il crostaceo americano sulla lista nera dell’Unione Europea
MASSAROSA. C’è anche lui, il gambero rosso della Luisiana, “scappato” da un allevamento in Versilia negli anni Novanta, sulla lista nera delle specie aliene “pericolose” per gli ecosistemi e la...
MASSAROSA. C’è anche lui, il gambero rosso della Luisiana, “scappato” da un allevamento in Versilia negli anni Novanta, sulla lista nera delle specie aliene “pericolose” per gli ecosistemi e la biodiversità stilata dall’Unione Europa. In particolare è il Regolamento Ue 1143/2014 che ha disposto che i Paesi membri si attivino per la prevenzione dell’introduzione di specie aliene «attivando sistemi di rilevamento precoce e a risposta rapida procedendo «alla rimozione delle specie che causano maggiori effetti negativi» spiega l’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale). «Le misure più restrittive si applicheranno inizialmente ad una lista di 37 specie invasive - si legge ancora in una relazione dell’Istituto - identificate sulla base di rigorose analisi del rischio e questa lista, in corso di formalizzazione, comprende 22 specie presenti in Italia, tra i quali alcuni vertebrati quali la Nutria (Myocastor coypus), il Gobbo della Giamaica (Oxyura jamaicensis), il pesce d’acqua dolce Pseudorasbora parva e la Rana toro (Lithobates catesbeianus), invertebrati quali il Calabrone asiatico (Vespa velutina) e il Gambero rosso della Luisiana (Procambarus clarkii), piante come la Ludwigia grandiflora, Pueraria lobata e Hydrocotyle ranunculoides».
«Le specie alloctone invasive, trasportate intenzionalmente o meno dall’uomo - prosegue l’Ispra - sono un fenomeno in forte crescita in Europa. Negli ultimi 30 anni, secondo recenti studi, il numero di speci e alloctone sarebbe cresciuto del 76%, con una spesa per i Paesi europei di oltre 12 miliardi di euro all’anno. L’Italia, particolarmente vulnerabile all’ingresso delle specie aliene a causa delle sue caratteristiche geografiche e climatiche, ne ospita 3000 specie terrestri, delle quali 1645 specie animali e 1440 vegetali, su un panorama complessivo di biodiversità di specie ed ecosistemi tra i più ampi».
In Versilia i guai relativi alla presenza di specie aliene non riguardano certamente solo il lago di Massaciuccoli ma anche il mare. Non lontano dalle nostre coste (per la precisione a San Vincenzo) quest’anno sono stati avvistati esemplari di pesce palla: specie tossica arrivata nel Mediterraneo dal Camale di Suez. E agli animali si affiancano le piante. A pochi chilometri dalla Versilia. sulla costa apuana, la stagione estiva in corso è stata caratterizzata da un allarme alga tossica, la Ostreopsis Ovata, la cui presenza rilevata e monitorata da Arpat, ha provocato anche alcuni malori tra i turisti tanto da far suggerire l’adozione di precauzioni ai bagnanti da parte dell’Agenzia e del Comune di Massa.
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