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Pediatra in chat per aiutare gli adolescenti

Pediatra in chat per aiutare gli adolescenti

L’iniziativa del dottor Castelli: «Non si fidano o si vergognano, io provo a offrire loro una via alternativa»

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MASSAROSA. Troppo grandi per andare dal pediatra, troppo piccoli per imparare a fidarsi del medico di mamma e papà. E soprattutto concentrati nel non facile compito di attraversare quella terra di mezzo che dall’infanzia porta alla maturità fatta di incertezze e pericoli. In una parola l’adolescenza, che oggi è talvolta sinonimo di primi rapporti sessuali, gravidanze indesiderate, alcol, droga, problemi di obesità o anoressia.

E chi ci parla con questi quattordicenni o quindicenni che fanno esperienze da adulti senza confrontarsi con nessuno? Chi li aiuta in caso di necessità? È la domanda che si è fatto Stefano Castelli, medico pediatra con oltre 30 anni di servizio alle spalle. Il dottore, che presta servizio a Massarosa, ha deciso di sperimentare una strada nuova, quella più vicina ai giovani e agli adolescenti, per tendere una mano a chi dal dottore non andrebbe mai, neppure quando ce n’è la necessità. Qualche giorno fa ha riproposto (il secondo tentativo dopo un primo purtroppo fallito) con un post su Facebook l’apertura di una specie di “sportello di ascolto” per adolescenti: sia i sui pazienti che non frequentano più l’ambulatorio «perché a 13 e 14 anni - spiega - questi ragazzi non sopportano proprio l’idea di ritrovarsi ad aspettare una visita in mezzo a bambini molto più piccoli di loro», sia i suoi ex pazienti più grandicelli o comunque i giovani che sentono la necessità di ascoltare il parere di un medico, chiedere un consiglio. «L’adolescenza - scrive Castelli - è un’età di passaggio e nasconde importanti insidie e numerosi comportamenti a rischio: sessualità, contraccezione e gravidanze indesiderate, sindrome premestruale, malattie sessualmente trasmesse, obesità, disturbi del comportamento alimentare (anoressia/bulimia),disturbi della personalità, bullismo, microcriminalità e loro risvolti penali, fumo, alcool, droghe, doping, ludopatia adolescenziale. Tutti esempi di problemi che, se intercettati e trattati precocemente, hanno ampi margini di prevenzione, miglioramento, soluzione». Di questo Castelli si è reso disponibile a parlare «in chat su Facebook o al tavolo di un bar» spiega. «Il problema - continua il medico - è che gli adolescenti dal dottore non ci vogliono andare: pensano che vada tutto bene oppure si vergognano. Noi pediatri siamo abituati a vederli con una frequenza anche significativa fin tanto che sono piccoli ma fare un bilancio di salute a un tredicenne invece è difficilissimo: dobbiamo chiamare noi le famiglie».

Da qui l’idea di provare strade diverse, alternative per incontrali e tutelarne la salute. «Non so se sarò all’altezza - dice ancora - perché è una cosa nuova anche per me, ma vi assicuro che saprò ascoltare e la privacy sarà assoluta. Quando per la prima volta ho proposto questa iniziativa ormai tre anni fa - conclude - nessuno si è fatto avanti. Ma non smetto di provarci». (v.l.)

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