Il Tirreno

Versilia

La senatrice Granaiola chiede un incontro al capo della polizia

di Donatella Francesconi
La senatrice Granaiola chiede un incontro al capo della polizia

«Sottoporrò all’attenzione di Gabrielli la situazione dell’ordine pubblico di Viareggio in particolare». Un'operazione del commissariato alla stazione e nelle zone di maggiore presenza dello spaccio

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VIAREGGIO. Ha «richiesto un incontro urgente con il Prefetto Gabrielli, attuale capo della Polizia», annuncia Manuela Granaiola, senatrice del Partito democratico. Una richiesta fatta «per sottoporre all’attenzione di Gabrielli la situazione dell'ordine pubblico in Versilia ed in particolare a Viareggio. Con la conseguente necessita almeno di un adeguamento dell'organico. Auspico che tale incontro (del quale ho dato comunicazione anche in Prefettura) sia sollecitato e promosso anche dallo stesso Prefetto Cagliostro».

[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.13974648:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2016/08/17/news/in-citta-una-guerra-tra-bande-1.13974648]]Granaiola quasi previene lo contestazioni di una città esasperata quando aggiunge: «Io sono semplicemente una senatrice, non ho poteri amministrativi e tanto meno di gestione dell'ordine pubblico. Quello che posso fare è avanzare proposte e tener desta l'attenzione delle istituzioni su questi temi». E qui viene da chiedersi dove siano gli altri parlamentari della zona (Marcucci e Bergamini, per esempio), ma anche in Cinque stelle che spesso si occupano di Viareggio, e lo stesso Governatore della Toscana, Enrico Rossi, se è vero il detto che l’unione fa la forza. Il sangue versato su strade e marciapiedi non ha colore politico. Ed intervenire salva la pelle ad una generazione di giovanissimi magrebini i cui rappresentanti rischiano ogni giorno di finire linciati dai cittadini esasperati. Questo è ciò che sta andando in scena a Viareggio dal cadavere in Passeggiata, a maggio.

«Ho inviato documentate segnalazioni al ministero», continua Granaiola, «e ai funzionari ministeriali. Ho fatto un pressing esasperante presso Prefetto e responsabili delle forze dell'ordine. Con rammarico e preoccupazione prendo atto che le risposte sono state insufficienti ed inadeguate: è evidente che si sta assistendo ad una sostanziale sottovalutazione istituzionale (e a più livelli) di ciò che sta avvenendo a Viareggio da mesi e mesi. È anche chiaro che senza una sostanziale unità di vedute e d'intenti si potrà fare sempre troppo poco». In questo quadro «bisogna assolutamente evitare che la questione "sicurezza" si trasformi in una ennesima bega politica affrontandola invece per quello che realmente è». E «bene ha fatto il “Tirreno” - sottolinea la senatrice del Pd - a mettere in evidenza, articolo dopo articolo, la rete di italiani che ruota intorno allo spaccio in città e alla presenza degli stranieri irregolari». In una città «attanagliata da anni di crisi che hanno favorito l'estendersi del degrado, dell'emarginazione e che hanno reso sempre più complicato presidiare adeguatamente spazi e luoghi della città. Crisi finanziaria, sociale ed economica per uscire dalla quale occorrerebbe assolutamente quella stabilità amministrativa oggi negata dagli eventi che tutti conosciamo».

Il commissario prefettizio Fabrizio Stelo sta lavorando da settimane ad alcune iniziative sul fronte della sicurezza in città, il tema più caldo che cittadini, associazioni, forze politiche e la stessa Granaiola che l’ha incontrato gli hanno proposto. Ma c’è da chiedersi se a questa estate di sangue non si sia arrivati impuntandosi a sostenere che a Viareggio va tutto bene, sempre e comunque. E che quindi lo sguardo della magistratura altrove deve rivolgersi.

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