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Servizio senza licenza nei guai una pizzeria
La Municipale multa per cinquemila euro il Brambilla’s sul viale Colombo I proprietari: «Era solo una questione di cortesia verso i nostri clienti»
LIDO. Due uomini entrano in una delle pizzerie al taglio che si trovano sul viale Colombo, consumano un tagliere al tavolo, vengono serviti da un cameriere e alla fine fanno pagare al gestore 5mila euro, di multa. I due uomini era vigili borghese che hanno multato il Brambilla’s per il servizio ai tavoli fuori licenza.
È successo all’inizio di agosto: alcuni commercianti avevano notato una struttura non idonea all’esterno dell’attività commerciale e l’avevano segnalata alla Municipale. I proprietari della pizzeria avevano installato un bagno chimico proprio davanti al proprio locale. La toilette rossa era coperta da una struttura bianca di legno. Il bagno chimico era abusivo ed è stato rimosso. Adesso c’è rimasto solo il gabbiotto di legno.
Nel corso degli accertamenti era stato scoperto che i proprietari del Brambilla’s facevano anche servizio ai tavoli come fossero un vero ristorante, peccato che la licenza non glielo permetterebbe.
«Il laboratorio di produzione artigianale di pizza a taglio - dicono dal Comando - eludendo la legge, aveva organizzato un locale con attrezzature e personale per la somministrazione con servizio assistito ai tavoli».
Insomma c’erano i camerieri ai tavoli: «Erano arrivate alcune lamentele da parte di altri commercianti - continuano dalla Municipale - che, rispettando la legge, si sentivano vittima di concorrenza sleale». Per accertare i fatti la Municipale ha agito in abiti civili: si sono seduti, si sono fatti servire e hanno subito spillato la multa per 5mila euro con l’obbligo di interrompere immediatamente l’attività di somministrazione ai tavoli.
«Dato che sono un laboratorio artigiano - dice il titolare Matteo Donzella - io non potrei portare neanche una forchetta ai tavoli. Abbiamo fatto così solo per una questione di gentilezza: per dare un piccolo aiuto ai nostri clienti e ai turisti. Visto che è estate cerchiamo di essere più gentili possibile: non facevamo veramente come un ristorante, aiutavamo soltanto le persone a portare i piatti al tavolo ma è una cosa che fanno tutti i locali della zona».
Riguardo al bagno chimico, Donzella sostiene che non c’era alcuna infrazione: «Era un servizio che davamo ai nostri clienti perché non abbiamo le toilette - conclude - non avevamo messo il bagno chimico dentro a una struttura fatta bene, non impattante. E l’avevamo anche installata in un suolo privato».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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