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Beppe Bigazzi alla Versiliana: «L’orto sul balcone? Un’idea demenziale»
Il famoso gastronomo spara a zero contro gli opinionisti tv e chiede una legge per imporre ai supermercati i prodotti locali
MARINA DI PIETRASANTA. Fabrizio Diolaiuti ha invitato il giornalista e gastronomo Giuseppe Bigazzi al penultimo appuntamento al Caffè della Versiliana in programma oggi pomeriggio dedicato al futuro del nostro pianeta. Mentre il suo ospite stava per partire dalla sua abitazione romana in direzione Versilia, gli ha fatto questa intervista per il Tirreno. Bigazzi ha risposto nel suo stile: un autentico fiume in piena.
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Beppe, da dove iniziamo?
«Siamo un popolo di opinionisti. Salvo casi eccezionali, questi signori si credono unti dal Signore parlano di tutto con esperienze limitate. A cominciare dai prodotti energetici. Venti anni fa ho sentito dire che ormai eravamo alla fine dell’era dei combustibili fossili quindi bisognava sfruttare le maree, il sole, il vento. Come mai accadeva tutto questo? Perché produrre energia elettrica che ha un costo superiore al prezzo di vendita con lo Stato costretto a metterci la differenza? Chi ci ha guadagnato? I cittadini o le aziende che producono fotovoltaico e pale eoliche? L’energia prodotta con il petrolio è sporca? No. Tutto dipende da come viene utilizzata. Oggi le nostre automobili inquinano molto meno di quello che inquinavano venti anni fa. a Germania, tanto amante del verde, usa il carbone come gli Stati Uniti: i suoi costi di produzione sono inferiori ai nostri».
Il Bigazzi pensiero si dimostra controcorrente anche nel campo energetico. E parlando di agricoltura cosa ci dici?
«Noi dobbiamo attuare una politica agricola adatta ai nostri terreni. L’energia, le macchine, la chimica e l’acqua vanno bene per l’America ed il Brasile dove ci sono terreni pianeggianti. Prendiamo la produzione di grano, noi dobbiamo produrre i nostri grani antichi come il Senatore Cappelli, il Verna e molti altri. Tutti grani che non hanno una grande resa per ettaro, ma fanno il costo di produzione basso, non hanno bisogno di sarchiature e di concimi, quindi alla fine i conti tornano».
Alle aziende della grande distribuzione sicuramente i conti tornano. Ai contadini un chilo di pomodori vengono pagati venticinque centesimi e poi li ritroviamo sugli scaffali a 2-3 euro al chilo. Come può succedere tutto questo?
«Siamo in Italia, i supermercati sono al sessanta per cento in mano ai francesi e questo meccanismo porge il fianco al capolarato che è una cosa ignobile».
E degli opinionisti che predicano in tv a favore l’orto sul balcone o sul tetto magari in città, cosa ne pensi?
«Che è una idea demenziale. La qualità del prodotto dipende dalla terra. Buona terra, buoni prodotti. Manuela Giovannetti, già preside della facoltà di agraria di Pisa scrive: «Il valore nutraceutico (nutrizione e cura) di un alimento dipende da come è ottenuto». Se si usa la chimica, se il prodotto è inquinato si ottengono solo porcherie».
Ma come, gli opinionisti dicono che l'Italia è il paese più bello del mondo, abbiamo i migliori prodotti.
«Sono tutte parole vuote. La nostra agricoltura è migliorata solo nella produzione del vino».
E delle trasmissioni di ricette cosa ne pensi?
«Che si dovrebbero specificare gli ingredienti che si usano. Ci vuole un uovo. Bene ma che tipo di uovo 3-2-1-0. Solo lo 0 si salva. Ci vuole la farina. Si ma che tipo 1, 0 oppure 00 oppure integrale? Si usa la pasta, ma quale? Con la crusca ed il germe di grano oppure no. E potremmo andare aventi fino a domani. Senza buone materie prime non si può avere una buona cucina».
Infine Bigazzi lancia un’idea eccezionale: «Si dovrebbe fare una legge - dice - che imponga ai supermercati di riservare uno spazio ai produttori locali. Per i nuovi centri della grande distribuzione almeno il quindici per cento dell’area commerciale a disposizione dei produttori locali e per i vecchi supermercati almeno un otto per cento con la possibilità di avere all’interno un esperto che ti spiega come fare gli acquisti». Come dire: un personal trainer della spesa consapevole.
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