Il Tirreno

Versilia

il prete di bicchio

«Non ho messo alla porta gli alpini»

«Non ho messo alla porta gli alpini»

Il parroco ha provato ad accordarsi prima della celebrazione

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VIAREGGIO. Il caso della preghiera degli alpini negata dal prete di Bicchio ha suscitato alcune polemiche. Don Graziano, il parroco che ha celebrato la messa però tiene precisare che «il titolo può essere fuorviante - dice - Io non ho messo alla porta nessuno, non ho scacciato gli alpini. Sono loro che hanno deciso di non partecipare alla celebrazione rimanendo fuori tutto il tempo, solo perché non hanno accettato di cambiare una frase della preghiera che era mio dovere esigere».

Secondo la ricostruzione del parroco, come riportato anche sul Tirreno, «prima di iniziare la celebrazione che si è svolta serenamente in chiesa, ho invitato due degli alpini in sacrestia per accordarci sulla lettura della preghiera dell'alpino. Questa la frase che ho chiesto loro di sostituire: “rendi forti le nostre armi contro chiunque minacci la nostra patria, la nostra bandiera, la nostra millenaria civiltà cristiana” con la frase “rendici forti a difesa della nostra patria e della nostra bandiera”. Non hanno accettato la mia richiesta insistendo per leggerla come volevano loro, contravvenendo tra l’altro al regolamento e al cerimoniale dell'Associazione nazionale degli alpini. A questo punto gli alpini sono tutti usciti di chiesa. Un brutto gesto che non fa certo onore a una bella associazione ispirata da una cultura di fratellanza».

Sul triste episodio Don Graziano dice che «nessuno deve permettersi di andare in chiesa e fare il padrone tentando di trasformare la liturgia in un palcoscenico dove affermare il proprio potere o esprimere i propri gusti personali, neppure il parroco. C'è bisogno di più umiltà, saggezza, buon senso, disponibilità al dialogo e ascolto reciproco, vedute più ampie, apertura fiduciosa all'oggi e al domani più che nostalgia del passato. Qualità che ci piacerebbe incontrare in persone che hanno visto tanta acqua passare sotto i ponti e possono trasmettere una fede vissuta, una tradizione ricca.Ho sempre ascoltato con molta commozione i racconti di mio padre, del passato, della guerra».

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