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Colpo (con beffa) nella notte in una pasticceria di Viareggio
I ladri forzano il registratore di cassa e portano via 300 euro in contanti. L’impianto di videosorveglianza tolto dopo una multa dell’Ispettorato del lavoro
VIAREGGIO. Si sono visti ripulire dai ladri nella notte il registratore di cassa dove erano custoditi i 300 euro di fondocassa lasciati nel locale per pagare alcuni fornitori. Ma Andrea Bottai e Susy Chelossi - proprietari della pasticceria Il Dolcetto di via Aurelia nord a Viareggio, proprio dietro la stazione ferroviaria - hanno dovuto sopportare anche la beffa di non aver potuto immortalare i ladri durante il colpo perché alcuni mesi fa hanno dovuto smontare l’impianto di videosorveglianza che avevano all’interno del locale dopo che il giorno di Befana avevano dovuto pagare una multa di 385 euro comminata loro durante un controllo dei carabinieri del nucleo ispettorato del lavoro.
Il furto rientra nel più classico dei casi. I ladri sono entrati in azione nel cuore della notte e, forzando una finestra, sono riusciti ad introdursi all’interno della pasticceria. Qui, senza far scattare l’allarme, hanno scassinato il registratore di cassa e messo sottosopra alcuni cassetti riuscendo a racimolare circa 300 euro in contanti. Poi sono fuggiti via facendo perdere le proprie tracce (durante il colpo uno di loro si è però ferito lasciando delle chiazze di sangue sul pavimento).
L’aspetto forse più paradossale della vicenda riguarda però il sistema di videosorveglianza che i due gestori del locale - acquistato nel settembre di due anni fa - hanno dovuto smontare nel gennaio scorso dopo un verbale da 385 euro rifilato loro dai carabinieri perché l’impianto non era autorizzato. In buona sostanza - come raccontato dagli stessi proprietari della pasticceria - le tre telecamere di sicurezza non potevano essere attive perché non avevano l’autorizzazione del figlio sedicenne, assunto come dipendente nell’ottobre del 2015. «Ma quella autorizzazione - spiega Andrea Bottai - avrei dovuto firmarla io stesso visto che mio figlio, unico dipendente che abbiamo, è minorenne».
Insomma, un autentico paradosso. Grazie al quale i ladri hanno potuto agire senza neppure la scocciatura di essere filmati durante il colpo. «E io adesso - spiega sconsolato Bottai - non so proprio chi ringraziare...»
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