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Bando “I Care” per la scelta del nuovo direttore

VIAREGGIO. Una selezioni pubblica per scegliere il direttore della nuova “I Care”, che fonde Asp ed il servizio tributi della fallita Viareggio Patrimonio, e l’impegno del presidente Pagnini alla...

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VIAREGGIO. Una selezioni pubblica per scegliere il direttore della nuova “I Care”, che fonde Asp ed il servizio tributi della fallita Viareggio Patrimonio, e l’impegno del presidente Pagnini alla presentazione del piano industriale entro metà settembre. Queste le ultime novità. Intanto, però, sul futuro della società si addensano le nubi delle vertenze che gli ex dipendenti della Patrimonio hanno avviato con l’avvocato Pasqualino Albi di Pisa. Contestando la delibera sulla mobilità tra le società partecipate del Comune, approvata dalla Giunta Del Ghingaro, il licenziamento dalla Patrimonio e l’accordo sindacale. Lo statuto della fallita Patrimonio prevedeva che, in caso di chiusura della società “in house”, i dipendenti sarebbero stati assunti dall’Ente pubblico. Tra i punti dei ricorsi c’è anche questo: e se non è assunzione in Municipio, che sia almeno risarcimento del danno.

«Di fatto i lavoratori della patrimonio passati ad I Care – racconta Massimiliano Bindocci, sindacalista della Filcams-Cgil che segue la società – al momento sono in autogestione. Nel senso che garantiscono da soli la funzionalità del servizio. Una difficoltà nata anche dal fatto che essendo stati tutti assunti a pari livello non è chiaro chi debba dare indicazioni a chi». In questa fase, sono ancora le parole di Bindocci, «c’è difficoltà a fare lavori straordinari, come il recupero dei crediti che vanno in prescrizione, per esempio la Tia. Sono preoccupato». Ed il recupero è ritenuto fondamentale dai revisori dei conti del Comune per garantire quell’equilibrio di bilancio costante nel tempo, unica garanzia che Viareggio possa realmente superare lo stato di dissesto dei conti pubblici.

Nella vicenda della nascita di “I Care” è inoltre aperto tutto il fronte relativo al ruolo di Anci Innovazione, così come definito dall’amministrazione Del Ghingaro nel Piano economico–finanziario e Piano organizzativo firmato dal segretario generale del Comune, Fabrizio Petruzzi, e da Marco Franciosi, già direttore di Asp, oggi di fatto direttore provvisorio di “I Care”. Il documento prevede un rapporto con Anci Innovazione per quanto riguarda la formazione del personale, ma anche «l’attività di accertamento delle entrate tributarie ed extratributarie per le annualità pregresse non prescritte». Attività che «sarà remunerata con un aggio del 20%, oltre Iva se dovuta, sulle sole somme effettivamente incassate dal Comune di Viareggio a titolo di imposte, sanzioni e interessi o di altra entrata extratributaria, accertate dalla società i “I Care Srl».

Un meccanismo che Bindocci definisce «un po’ costoso», e frutto di una «spesa francamente un po’ sproporzionata». Si tratta infatti di un affidamento per tre anni pari a 900.000 euro per un’operazione – va ricordato – che al momento di essere varata dalla Giunta Del Ghingaro è stata oggetto di parere non favorevole dei revisori dei conti (verbale del 27 maggio scorso). Anche in considerazione del fatto che – scriveva il Collegio presieduto da Daniele Limberti – «la rappresentazione della convenienza ed economicità non risulta direttamente dimostrata, dal momento che manca una qualsivoglia rappresentazione delle condizioni che attualmente sono praticate da società in house da tempo presenti sul mercato, con alle spalle le esperienze e le capacità e le conoscenze consolidate per gestire il delicato settore dei tributi comunali».

Su questo punto c’è una prescrizione del ministero dell’interno, destinata al Comune di Viareggio in occasione dell’approvazione del bilancio stabilmente riequilbrato nato dal periodo di commissariamento di Valerio Massimo Romeo. (d.f.)

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