Il presidio
Telecamere, lunedì incontro in municipio
Fondazione Cassa di risparmio e commissario Stelo fanno il punto sulla conclusione dell’intervento da 1,5 milioni
VIAREGGIO. L’incontro con il commissario prefettizio Fabrizio Stelo è fissato per lunedì: Comune e Fondazione Cassa di risparmio di Lucca fanno il punto sull’intervento avviato dalla Fondazione del presidente Arturo Lattanzi nell’estate 2014 e fissano i tempi per illuminazione e telecamere. Intervento, quest’ultimo, richiesto da Prefettura e forze di polizie, e condiviso dalle amministrazioni comunali che si sono susseguite in questi due anni di lavori. «L’occasione servirà anche a parlare dell’altro stanziamento per le telecamere», ricorda il direttore tecnico della Fondazione, Franco Mungai. Stanziamento relativo alla vigilanza elettronica sulle principali vie di transito della Versilia, come da progetto ormai quasi preistorico, finanziato dalle Fondazioni Cassa di risparmio di Lucca e Banca del Monte, che dovrebbe portare le telecamere anche in piazza Dante a Viareggio.
Un milione e mezzo. Tornando alla pineta di Ponente di nuovo alla ribalta dopo l’omicidio di Ferragosto, gli ultimi lavori in corso sono quelli di potatura di 120 pini, per il quale a luglio è stato conferito l’incarico. Lo stanziamento della Fondazione Cassa di risparmio che ammonta in tutto ad un milione e mezzo di euro, così suddiviso: 250mila euro per il 2014, stessa somma per il 2015, un milione per l’anno in corso. Già nell’estate 2014 si è messo mano ai lavori, iniziando dal disboscamento, lato via Zara e a proseguire verso il resto della pineta, lato centro città.
Lavori 2015. Nell’inverno 2015 i lavori hanno riguardato la potatura dei tigli e dei platani lungo i percorsi principali interni alla Pineta. Nei mesi di maggio-luglio sono stati eseguiti gli interventi di diradamento della vegetazione di sottobosco, con la rimozione di ceppaie di alberi caduti precedentemente all'intervento della Fondazione, il livellamento del terreno e un'opera di pulizia generale. Sono inoltre state eseguite potature per la messa in sicurezza delle alberature che danno su via Fratti, via Vespucci, viale Buonarroti e via Marco Polo. Settanta palme , inoltre, erano state abbattute nel 2014 perché colpite dal punteruolo rosso.
Lavori 2016. Nel 2016, a febbraio è stato dato incarico - alle ditte che hanno presentato le migliori offerte - di eseguire gli interventi di: eliminazione di rovi e qualsiasi altra specie infestante, rimozione di 8 alberi caduti/morti ancora in piedi, messa in sicurezza di 13 alberature, eliminazione dei detriti prevalentemente di origine vegetale. Ancora nel mese di febbraio è stato conferito l'incarico per la potatura di sfoltimento, l'abbattimento di circa 39 alberi morti, la ripulitura/estirpazione di siepi, l’eliminazione di 16 ceppaie e la pulizia di tutta l'area d'intervento. Questa parte di lavori è stata eseguita nella zona della “Capannina”.
A maggio, affidato l’appalto (la Fondazione opera come un privato in questo senso) si è lavorato alla pulitura e ricalibratura dei fossi interni alla pineta. Un intervento che è stato preceduto dalla redazione di un rilievo plano-altimetrico del reticolo idrico interno alla pineta in modo da implementare e aggiornare gli studi idraulici per la zona nella quale si andava ad operare.
A luglio è poi stata affidata al potatura sperimentale su circa 120 pini, e si è proceduto a rimuovere la recinzione delle pineta di via Zara, quasi più pericolosa di quel tratto di pineta davvero degradato.
Per finire. Rimangono - fanno sapere al “Tirreno” gli uffici della Fondazione - il consolidamento della vegetazione esistente, operazione in parte già in fase di svolgimento; la manutenzione, implementazione e ottimizzazione delle infrastrutture, e tutta la parte dell’impiantistica. Che comprende l’illuminazione (l’ipotesi era anche di posizionare delle luci a terra, poiché come in ogni ambiente naturale va tenuto conto della fauna che lo abita) e le telecamere da fissare in punti strategici da concordare con le forze di polizia e con l’amministrazione comunale, quale che sia.
Perché se c’è una certezza è che la sicurezza in città non può inseguire i sali-scendi della politica viareggina e la sua voglia di mettere bandierine su un intervento interamente finanziato dai privati. Intervento che - arrivati a questo punto - deve vedere quanto prima il termine, se si ha davvero l’intenzione di rendere efficace ciò per cui si è speso.
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