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La stretta dopo l’omicidio frena lo spaccio
Ieri il parco cittadino respirava normalità rispetto al “supermercato” ad orario continuo
VIAREGGIO. «Vuoi sapere quando spacciano? Non c’è orario...La notte e il giorno», sono le parole del negoziante che incrocia il cronista di ritorno da una passeggiata di un paio d’ore nella pineta di Ponente, parco cittadino dove nella notte tra Ferragosto (lunedì) e martedì un uomo è stato accoltellato al cuore e lasciato su una panchina ad un passo dal laghetto dei cigni. Il via vai più intenso inizia intorno alle 22 - continua il commerciante - «ma dovete vedere cosa c’è alle quattro e mezzo del mattino/cinque...Sembra incredibile ma c’è folla di compratori anche a quell’ora». Difficile non credergli, visto che al cronista è capitato di vedere con i proprio occhi la vendita di stupefacente intorno alle due del pomeriggio a due ragazzini.
«Nella zona del tennis c’è pieno...credevo che almeno nel giorno dell’omicidio si sarebbero nascosti...», racconta al telefono il collega in vacanza a Viareggio. Martedì nel tardo pomeriggio niente sembrava cambiato rispetto al quotidiano vai vai. Ma i carabinieri hanno scavato nel mondo dello spaccio, hanno interrogato molti stranieri in caserma. Ed il giorno dopo la pineta è il parco cittadino che tutti ricordano e si aspettano. Il controllo è ancora pressante: nella zona del laghetto dei cigni si incontrano gli agenti della polizia a cavallo ed i carabinieri della Compagnia di Viareggio, Nucleo operativo e radiomobile. «Finché ci siamo noi, oggi, di spacciatori non ne vedrete...», è il commento. Più che mai veritiero. Perché neppure alla stazione ed in piazza Dante si vede il solito affollamento. Solo fuori dall’Internet point qualcuno ciondola aspettando tempi migliori.
Così stride ancora di più incontrare la coppia viareggina residente nella zona dell’ex ospedale Tabarracci che racconta: «C’è un brutto ambiente qua intorno. Bisogna fare attenzione. Lo sappiamo noi che quando torniamo tardi la notte...».
Eppure ti sei appena lasciato alle spalle i bambini che guardano i volontari preparare il pasto per i cigni, senza il solito via vai di giovani magrebini in bicicletta, cuffiette del telefonino nelle orecchie, pronti a soddisfare ogni richiesta. E l’odore del bombolone che dalle cinque e mezza del pomeriggio si fa rito quotidiano della vacanza, da ricordare quando cresci e riproporre a figli e nipoti. Ma anche il bocciodromo dove gli anziani chiacchierano, giocano ed il giardino della struttura è affollato di voci e colori. Ed il tennis, alzi la mano chi non ha tirato un colpo di racchetta nella struttura in pineta con i suoi motorini parcheggiati sul retro, ed i mezzi a motore nel parco cittadino sono proibiti ma più di un locale - struttura dell’Auser compresa - abbonda con il parcheggio a due e quattro ruote.
Intorno alle 19,30 nella zona del laghetto dei cigni un paio di acquirenti ci sono: seduti sulle panchine, continuano a guardarsi intorno. Per questa sera, però, butta male.
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