Il Tirreno

Versilia

Sea, contratto in scadenza Ipotesi nuova società pubblica

di Donatella Francesconi
Sea, contratto in scadenza Ipotesi nuova società pubblica

Febbraio 2017 è vicino e occorre decidere in fretta il futuro del sistema-rifiuti Ato conferma la sua posizione: per Sea Risorse non vale il termine del 2050

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VIAREGGIO. Conto alla rovescia per il futuro di Sea, aziende dei rifiuti nel senso di Sea Ambiente e Sea Risorse. Il 28 febbraio 2017 scade il contratto tra Comune e Sea Ambiente ed è già tardi per organizzare il servizio rifiuti che verrà, dalla scadenza del contratto in poi. L’ipotesi più probabile che si profila all’orizzonte è quella di una nuova società, interamente pubblica, del tipo “in house”, che gestisca l’intero servizio. In attesa di capire che fine farà la travagliata scelta del gestore unico per l’Ato (Ambito territoriale ottimale) Costa toscana e quale sarà il socio privato - se mai ci sarà - della scatola vuota che in questo momento è Reti ambiente. In ballo c’è un servizio rifiuti per tutta la costa del valore di quasi trecento milioni di euro.

Sembra dunque che possa prevalere la tesi da sempre sostenuta dallo stesso Ato il quale nella sua relazione del 2011 scrive nero su bianco che per mettere in piedi la raccolta differenziata non è certo necessario un investimento tale da richiedere un tempo di ammortamento di cinquant'anni. Ato scrive: «Sussistono perplessità in ordine alla legittimità di una clausola che prevede una durata del sub-affidamento maggiore (fino al 2050, ndr) di quella dell'affidamento principale (il contratto Comune-Sea ambiente scade nel 2017, ndr)».

Certo, lo scenario non è mai piaciuto ai soci privati di Sea. E se Publiambiente (Sea Ambiente) ha la possibilità, la capacità, ed il peso politico che primeggiare nella gara Ato Costo, diverso è per il Gruppo Del Pistoia, socio del Comune in Sea Risorse dal 2003, quando vinse la gara per la privatizzazione, unico socio, portando in dote l’impianto di compostaggio richiesto, con le caratteristiche definite dal bando anche per la distanza dalla sede di Sea Ambiente. Impianto di compostaggio che così definito - era quello della Morina - veniva a ricadere in piena area del Parco naturale di Migliarino San Rossore Massaciuccoli.Tanto che è ancora in vigore dal 2010 la prescrizione del Parco, in sede di autorizzazione concessa dalla Provincia, a trovare un’altra sede.

Intanto Sea Ambiente muove i suoi passi nella nuova distribuzione delle cariche, con il presidente pro forma Fabrizio Petruzzi, segretario generale del Comune di Viareggio, e Alessio Ciacci, esperto di rifiuti, ad orientarsi nel ginepraio del servizio che si effettua a Viareggio e Camaiore per un totale di circa trenta milioni l’anno, tutti pagati dai cittadini.

Va detto che qualcosa si vede: nel giorno di Ferragosto in piazza D’Azeglio gli operatori cambiavano i sacchi ai cestini, le isole ecologiche della Darsena non hanno dato il solito spettacolo immondo, e perfino i cestini della Passeggiata avevano un aspetto meno ributtante. Erano svuotati, infine, perfino i cassonetti della pineta di Ponente. Segno che, forse, “governare” il mostro-rifiuti a Viareggio può diventare possibile.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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