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Versilia

la denuncia

Manfredi: quel muro non sta in piedi si deve abbattere

VIAREGGIO. Il muro di via dei Lecci come spartitraffico? Ma se casca a pezzi!», “esplode” Fabrizio Manfredi, per dieci anni assessore all’urbanistica delle Amministrazione di Marco Marcucci. Manfredi...

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VIAREGGIO. Il muro di via dei Lecci come spartitraffico? Ma se casca a pezzi!», “esplode” Fabrizio Manfredi, per dieci anni assessore all’urbanistica delle Amministrazione di Marco Marcucci. Manfredi introduce un argomento che deve far pensare: non solo la parte imbragata, ma anche il resto del muro del confine di villa Borbone, per quanto possa essere tutelato da Regione e Stato, non sta in piedi.

Analoga segnalazione arriva attraverso Facebook: «Ho percorso in bicicletta il tratto di strada incriminata», scrive Alberto Romani, «e il muro in molti punti è caduto. Ma ciò che mi ha preoccupato non poco è che per un tratto, questo risulta inclinato pericolosamente verso la strada. Non so, ma quel tratto non reggerà a lungo...». Ed anche Sara Pellini la pensa allo stesso modo: «Il famigerato muro secondo me un giorno o l'altro cadrà da solo dato che è totalmente abbandonato a se stesso».

Manfredi spiega che proprio per le condizioni in cui si trovava il muro - condizioni che oggi non possono certo essere migliorate - «decidemmo di andare avanti con il progetto che prevedeva l’abbattimento del muro stesso. Quello era l’unico progetto plausibile. Non altri». All’epoca tutto l’incartamento - è ancora l’ex assessore a ricordarlo - fu messo sul tavolo della Sovrintendenza di Lucca che per Viareggio ha delegato da sempre l’architetto Glauco Borella, il quale a settembre andrà in pensione. «Deve essere ben chiaro - sottolinea Manfredi - chi sono i responsabili della presenza del muro ancora in via dei Lecci». Ovvero, la Sovrintendenza.

Ascoltato tutto quanto si è ascoltato in questi giorni, almeno un’urgenza c’è: una verifica sulla stabilità del muro. Perché se dall’urto con un’auto ci si può anche salvare, se vengono giù i mattoni mentre passano una bicicletta o un motorino il disastro diventa una certezza. Chiunque sia titolato a farlo si metta in moto e faccia presto. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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