Italia
Pronto soccorso del Versilia al collasso: tanti turisti e pochi medici
La denuncia di una vacanziera: «Ho passato una notte d’inferno al Versilia» La replica: «Situazione ordinaria, il bando di assunzione a tempo è andato deserto»
LIDO DI CAMAIORE. In barella con una flebo attaccata al braccio, in mezzo «ai lamenti degli altri pazienti. È stata una notte d’inferno al pronto soccorso dell’ospedale Versilia», denuncia Nilceia Ferreira, in vacanza a Viareggio.
Lunedì sera la donna, di origine brasiliana ma residente a Milano, ha accusato un forte dolore ai reni ed è corsa al pronto soccorso. «Mi hanno fatto subito andare in una stanza e mi hanno lasciata lì per ore, fino a notte fonda, con una flebo attaccata al braccio. C’erano pazienti ovunque - racconta - nelle barelle e sulle sedie. Si lamentavano di continuo. Eravamo in più di venti persone e a pensare a tutto c’era soltanto un medico che correva da una parte all’altra. Lui ha fatto anche troppo in quella situazione inumana».
La donna è passata dalla sala d’attesa in codice verde intorno alle 22. È uscita dal pronto soccorso poco prima delle 2,30. «I tempi di intervento - chiariscono i medici del Versilia - sono stati rispettati. Ciò che la signora descrive è quello che accade tutte le notti. Ci sono due sale al pronto soccorso, la open verde e la open gialla e la scorsa notte (tra lunedì e martedì, ndr) c’erano due medici in servizio, uno per ogni sala».
Storia di ordinaria “follia” al pronto soccorso insomma, al pari di quella di molti altri ospedali. Con la differenza che il Versilia d’estate deve fare i conti con un afflusso negli accessi «superiore del 30% rispetto agli altri mesi per l’arrivo dei turisti. Secondo i parametri regionali i medici al lavoro, calcolati in base al numero di persone sull’intero anno, senza alcuna differenza tra le stagioni, dovrebbero essere 22. Al pronto soccorso ce ne sono 19, di cui due “prestati” dal 118».
La struttura dunque è in affanno.
Ferreira nella sua segnalazione non attacca in alcun modo i dottori. Anzi: «L’unico medico che c’era ha cercato di affrontare i problemi al meglio, si divideva come un matto tra tutta quella gente. Ma com’è possibile che ci sia una situazione inumana di questo genere?» chiede la donna.
«L’azienda - vanno avanti dal Versilia - ha fatto un bando in primavera per prendere uno o due dottori in più al pronto soccorso con un contratto di sei mesi. Quel bando però, è andato deserto».
Il risultato è quello descritto dalla donna, che ha passato metà nottata su un lettino.
«A un certo punto - racconta - ho firmato e me ne sono andata. Oggi (ieri, ndr) ho preso un appuntamento a pagamento, ma solo perché posso permettermelo. Chi non può farlo e si sente male, come deve fare? Non è giusto sia così».
Dal Versilia tuttavia sottolineano che la donna è stata visitata dal medico e regolarmente dimessa. Durante la stessa notte i cosiddetti “casi chiusi”, ovvero quelli trattati e sfociati in dimissioni o ricoveri, sono stati 56.
I tempi di attesa dipendono anche dalle emergenze affrontate, cioè i codici rossi. «Nella notte di cui parla la signora, ne abbiamo avuto uno».
Ferreira racconta infine dello «strazio nel vedere gli anziani lasciati in barella, da soli, per ore. C’era gente che urlava, che stava male. E continuavano a entrare altre persone in quella sala. A un certo punto, quando la flebo ha fatto effetto e il dolore è diminuito, ho pensato che c’era gente che stava molto più male di me, e me ne sono andata».
Come ribadiscono dall’interno del Versilia, si è trattato di una notte di ordinario lavoro. Un lavoro che in estate quasi raddoppia per l’arrivo dei turisti, senza però che ci sia alcun rinforzo per il personale medico.
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