Il Tirreno

Versilia

Tassa di soggiorno: è tutto da rifare

di Donatella Francesconi

Il Consiglio di Stato boccia le tariffe lievitate fino al massimo

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VIAREGGIO. Tassa di soggiorno, tutto da rifare. Così ha sentenziato il Consiglio di Stato dando ragione agli albergatori viareggini alle prese, nel 2015, con il massimo applicato dalla delibera numero 15 del commissario prefettizio Valerio Massimo Romeo, arrivato in città dopo la caduta dell’amministrazione Betti e la dichiarazione dello stato di dissesto del Comune. Una decisione - hanno contestato gli albergatori, capitanati dalla presidente Elisabetta Bellotti, - che viola «il principio di proporzionalità». Una censura, quella proposta dagli avvocati Maria Chiara Mazza ed Elisa Vannucci Zauli, pienamente accolta dai giudici del Consiglio di Stato. Misura e modalità delle tariffe, così come definite dal commissario prefettizio - si legge nella sentenza - «non possono essere giustificate, anche per la concorrenza distorsiva nel mercato dei servizi alberghieri, dallo stato di dissesto della finanza comunale».

A guidare la decisione del Consiglio di Stato è quel «principio della proporzionalità» al quale aveva fatto riferimento anche la Corte dei Conti della Toscana alla quale Romeo aveva chiesto un parere per valutare se vi fossero o meno i margini per venire incontro alle richieste che gli stessi albergatori viareggini avevano posto alla sua attenzione, prima di procedere con la presentazione del ricorso.

A fine marzo 2015 la Corte dei Conti scriveva, nel parere dato a Romeo, che il commissario aveva «correttamente interpretato la normativa in materia (articolo 4 decreto legislativo 23/2011 e articolo 251 Tuel), che consente una rimodulazione, nella sede regolamentare, delle tariffe della tassa di soggiorno. Fermo restando che la gradazione debba partire dall’applicazione del tributo nella misura massima. Peraltro, la condizione di dissesto in cui versa il Comune impone ad esso di compiere un’accurata valutazione dell’eventuale minore derivante dalla rimodulazione dell’imposta, nonché di preordinare le necessarie misure di compensazione». Insomma: lo stato di dissesto dichiarato dal consiglio comunale del 2 ottobre 20914 impone la revisione di tasse e tariffe a partire dalla cifra massima. L’imposta (vale per tutte) può essere modulata, ma il Comune deve essere in grado di coprire la cifre che sceglie di non incassare con altre entrate. Incasso che per la stagione 2015, in materia di tassa di soggiorno, è stato di 1.400.000 euro, grazie alla stagione 2015 particolarmente affollata e all’aumento effettuato.

Nella sentenza della Corte dei Conti veniva anche ricordato che «il comma 2 dell’articolo 251 del Testo unico degli Enti locali, stabilisce: «La delibera non è revocabile ed ha efficacia per cinque anni, che decorrono da quello dell'ipotesi di bilancio riequilibrato».

Ora tocca a Fabrizio Stelo, commissario prefettizio come lo è stato il collega Romeo, stretto tra il parere della Corte dei Conti, la quale ben conosce la situazione dei conti viareggini, e la sentenza del Consiglio di Stato che riporta la situazione a quella della istituzione della tassa, nel 2012. Cifre modulate per stagione, stelle, tipologia di strutture ricettive. Con un tre stelle che in estate di tassa di soggiorno proponeva 1 euro e mezzo contro i 4 del post dissesto.

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