Il Tirreno

Versilia

Fuori la Versilia da Gaia: al via la raccolta di firme

di Donatella Francesconi

Il comitato “Acqua alla gola” raccoglie le proteste dei cittadini esasperati «Bollette da mille euro e abbiamo la fila ai banchetti. La gente non ne può più»

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VIAREGGIO. È un fiume incontenibile, pronto a rompere gli argini per portare anche il Comune di Viareggio, insieme a quelli della Versilia, fuori da Gaia. Ventimila le firme raccolte a Massa dal comitato “Acqua alla gola”, oggi attivo anche in Versilia dove nella sola Camaiore sono già tremila le firme. Ai banchetti del giovedì mattina al mercato viareggino (davanti al bar “Irene”) «le persone si strappano la penna di mano per dire la loro», raccontano i promotori del comitato versiliese che vede insieme le associazioni ambientaliste, l’esperienza di “Repubblica viareggina”, l’associazione “Nuova civiltà mediterranea” ed altri tra associazioni e comitati.

I cittadini sono esasperati dalle bollette di Gaia e dal rapporto con la società idrica. «I viareggini vogliono uscire dal carrozzone Gaia», spiegano i rappresentanti di “Repubblica viareggina” Daniele Cinquini e la moglie. Anche perché «ci stanno danneggiando», continua Alessia Brogi con riferimento allo stato della balneazione tra alti e bassi anche nella stagione in corso, nell’attesa della soluzione acido peracetico che non convince ma non se ne può fare a meno.

Ai banchetti viareggini, tra gli ultimi che si sono presentati a firmare, «una donna che aveva ricevuto una bolletta dell’acqua da 980 euro. E che a Gaia ha detto chiaro e tondo “fate quello che vi pare, io non pago”».

Il comitato “Acqua alla gola” può contare sugli esperti della battaglia per la sostituzione dei contatori fatta a Forte dei Marmi. «Quello che paghiamo è un servizio integrato», viene ricordato: «Questo significa che con le bollette paghiamo il consumo d’acqua, ma anche la depurazione ed il trattamento delle acque». Due aspetti della gestione Gaia che non danno certo i risultati sperati, se l’azienda è ancora incartata nel rebus del maxi prestito da chiedere alle banche per assicurare alla Versilia acqua di mare pulita. La domanda dei cittadini è inevitabile: se il costo del servizio integrato interamente caricato in bolletta serve anche alla qualità dell’acqua in generale, quella di mare compresa, com’è che i conti non tornano mai? Così, tra le richieste del comitato “Acqua alla gola” c’è anche quella di «abbattimento della quota fissa, voce questa che subito un incremento notevole negli ultimi anni e che non è collegata al consumo di acqua». Quota fissa - sottolinea Daniele Ferrante, forte delle battaglie fatte dal comitato di Forte dei Marmi - «della quale non si è mai saputo quali fossero le voci che la compongono».

Ed insieme, tra le questioni poste, anche «l’introduzione di una tariffa unica e bassa per fognatura e depurazione, scollegata dal consumo di acqua». L’elenco delle richieste (16 in tutto) continua con «l’eliminazione dei distacchi ai morosi» e la suddivisione delle cosiddette «partite pregresse su un arco temporale più lungo, così che siano più sostenibili dagli utenti».

Non solo costi e bollette, ma anche la necessità - sentita con forza - che «la qualità dell’acqua e le sue caratteristiche sino certificate con regolarità semestrale». Nella carta dei servizi di Gaia - ricorda Ferrante - «abbiamo chiesto fosse inserito il requisito della qualità dell’acqua. Niente da fare: è rimasta la qualità, ma del servizio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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