Abbandono e incuria complici del piromane
Un nascondiglio perfetto per il folle che incendia il bosco
VIAREGGIO. Bivacchi, prostituzione e incendi. È un nascondiglio che non tradisce quello della pineta di Levante. E chi da settimane la sta massacrando a colpi di focolai, lo sa bene. Il piromane può accendere le fiamme a pochi metri dalle vie che la attraversano: sicuro di riuscire a farla franca. La fitta vegetazione lo protegge e gli offre riparo nella fuga. «Può nascondersi ovunque. Questo parco è abbandonato da quarant’anni», dicono dal circolo culturale Bocciodromo della pineta di Levante.
Nessuno interviene. Nemmeno gli alberi malati e pericolosi che crollano fanno rumore. Se ne vedono ammassati a decine in pineta. «Aspettano ci scappi il morto per far qualcosa» taglia corto Lino Rossi, il presidente del Bocciodromo.
Gli incendi. È in questo labirinto di piccoli sentieri interrotti da rami caduti e rovi, in mezzo a un sottobosco rigoglioso, che il piromane colpisce. Lo fa dal 4 luglio scorso. Lo ha fatto per almeno 16 volte: tanti infatti sono i roghi dolosi accertati dalla Forestale di Lucca, che nelle scorse settimane ha aperto un’indagine. Gli incendi sono stati appiccati quasi tutti vicini alle vie accessibili a chi va al mare. Lungo la strada bianca che dalla Darsena porta a Torre del Lago le ferite della pineta sono sotto gli occhi di tutti. Il sottobosco è bruciato in diversi punti. Colpa del piromane che ha preso di mira quel punto tre volte in un solo giorno, giovedì 14 luglio. Appicca il fuoco a pochi metri dalle vie calpestate da cittadini e turisti, coperto dalla vegetazione. Per questo la Forestale, nonostante gli appelli ai frequentatori della pineta, continua a non ricevere segnalazioni sul piromane. E lui continua ad attaccare. Le statistiche della Forestale sono chiare: il fuoco divampa quasi sempre nella fascia oraria dalle 15 alle 18. Si tratta di solito di piccoli roghi. Sembra che il piromane abbia dimestichezza con le fiamme. Anche perché con il sottobosco che caratterizza la pineta, se volesse potrebbe compiere un disastro di enormi dimensioni.
In pineta. Alle 12 la strada bianca che dalla Darsena arriva al viale Europa di Torre del Lago è una fornace. Non c’è ombra. Ci si avventura solo chi vuol andare in spiaggia. Anche nei sentieri riparati dagli alberi c’è lo stesso deserto a quell’ora. Non si vede nemmeno un uomo della Forestale, nonostante i rinforzi arrivati da fuori provincia per la caccia al piromane. «Così dev’essere», dicono dal Corpo di Lucca. Perché a controllare la pineta sono soprattutto militari in borghese. E allora l’uomo con il tablet in mano e lo zaino in spalla che alle 12,30 passa dalla Lecciona potrebbe essere uno della Forestale. Oppure il piromane, quel “giocatore d’azzardo” che sta tenendo in scacco la pineta. Ai lati della strada più vicina al mare, che attraversa il parco, ci sono diversi alberi caduti. In piedi ce ne sono altrettanti secchi. «Sono pericolosi» dicono dal Bocciodromo (sul lato opposto al mare) ricordando che proprio poco tempo fa alcune piante sono crollate sul viale dei Tigli.
Gli accampamenti. La pineta è anche un dormitorio per chi non ha un tetto. Ci bivaccano. Pochi giorni fa al confine tra Viareggio e Torre del Lago, in mezzo alla vegetazione, c’erano asciugamani lasciati per terra, spazzolini e vestiti. Qualcuno ha dormito lì. Gli accampamenti sono soprattutto nel tratto di pineta della zona alconfine con Vecchiano. «Lo sanno tutti che lì è meglio non andare, nemmeno accompagnati. È pericoloso», consiglia chi conosce bene la zona.
I furti. «Quindici furti in tre mesi» al Bocciodromo in pineta. «Ci hanno bersagliati - spiega il presidente Rossi - poi abbiamo comprato le telecamere e messo le inferriate. Tutto a spese di noi volontari. Il ladro è stato preso poco tempo fa». Per rubare qualche spicciolo ha rotto finestre e porte. Ha distrutto quanto costruito dai soci.
Prostituzione. «In pineta vengono a prostituirsi tutti: donne, uomini e trans», spiegano ancora dal Bocciodromo. Poco prima del circolo ricreativo, sotto ai pini, c’è una panchina di fortuna. E poi: vasi di fiori appassiti e una sedia. «Questo è il “salotto” di una prostituta», spiega un gruppo di ragazzi che si dà appuntamento lì vicino, quasi tutti i giorni, per andare al mare. «Da tempo ci sta una donna», raccontano dal Bocciodromo.
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