«A un soffio dal vederlo in faccia»
L’uomo stava per essere scoperto subito dopo aver acceso un focolaio
VIAREGGIO. A un soffio dal vedere in faccia il piromane. Ha sentito lo scoppiettìo del fuoco e mentre la pineta cominciava a bruciare ha visto un uomo in fuga. Le urla davanti alle fiamme hanno concesso il vantaggio al piromane, che di spalle ha tagliato la corda facendo perdere ogni traccia di sé. L’unico ad aver sfiorato l’uomo a cui da settimane la Forestale sta dando la caccia è un socio del Bocciodromo della Pineta di Levante. «È successo circa venti giorni fa», racconta il presidente del circolo, Lino Rossi.
Sul posto sono arrivati anche i carabinieri «chiamati - va avanti Rossi - da un gruppo di ragazzi che erano lì vicino e che hanno sentito le urla di uno dei nostri soci. Le fiamme sono state appiccate a poca distanza dalla nostra sede, a lato della stradina che porta allo stadio».
Un piccolo rogo domato in poco tempo dai vigili del fuoco. Uno dei tanti, sedici in tutto, da attribuire alla mano del piromane che dallo scorso 4 luglio non dà tregua alla pineta. «Lo ha visto abbassato ma è fuggito subito», spiegano, ancora, dal Bocciodromo.
Come accertato nelle ultime settimane di indagini dalla Forestale di Lucca, il piromane colpisce vicino alle strade di passaggio per turisti e cittadini. Incastrarlo però, è un’impresa ardua. Perché nonostante il fatto che dietro ai suoi spostamenti possa esserci una sorta di “logica” - ed è anche su questo che stanno lavorando gli inquirenti - le aree colpite finora vanno dallo stadio dei Pini, proprio là dove ha rischiato di essere visto in faccia, al confine tra Torre del Lago e Vecchiano. Una zona vasta, protetta da una vegetazione che offre sconfinati nascondigli al piromane.
Finora ha seguito quasi sempre lo stesso schema colpendo vicino alle zone di passaggio. Un modo, probabilmente, per mandare l’adrenalina alle stelle. Com’è successo il 14 luglio, quando ha appiccato un nuovo focolaio a 500 metri di distanza dagli altri due accesi solo poche ore prima. Mentre le squadre di volontari e vigili del fuoco erano impegnati a domare le fiamme, lui ha continuato a colpire. Non ha rischiato solo di essere scoperto ma anche di farsi del male. Il fatto che faccia correre dei rischi agli altri e a se stesso era uno dei primi elementi individuati dagli inquirenti, che da settimane stanno lavorando per entrare nella mente del piromane.
Sono aperti due fronti di lavoro: quello dei controlli in pineta, con tanto di rinforzi arrivati da fuori provincia, e quello sulla personalità del folle che assedia il parco da quasi un mese ormai.
(b.f.)
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