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Fontane spente: non sono né di Sea né del Comune

Fontane spente: non sono né di Sea né del Comune

VIAREGGIO. Governare Viareggio è un’impresa di non poco conto, ma ben di più sembra esserlo tenere accese le fontane cittadine. Che hanno la tendenza a smettere di funzionare non appena la politica...

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VIAREGGIO. Governare Viareggio è un’impresa di non poco conto, ma ben di più sembra esserlo tenere accese le fontane cittadine. Che hanno la tendenza a smettere di funzionare non appena la politica lascia il Municipio. Cosa sia accaduto con l’avvento del commissario prefettizio se lo chiedono in tanti. «Come lui se ne va», scrive il coordinatore di Forza Italia, Alessandro Santini con riferimento all’ex sindaco, «d'incanto le fontane si spengono, il pattume invade la città, il sole tramonta, gli uccellini non cinguettano più e i fiori appassiscono ed i bambini iniziano a piangere...Non prendeteci in giro, per favore».

Il viaggio per capirne qualcosa inizia in Municipio, per scoprire che le fontane cittadini «non sono più di competenza del Comune» in quanto «negli ultimi mesi del 2015 l’assessore Alessandro Pesci scrisse a Sea una lettera chiedendo che l’azienda le prendesse in carico perché l’Ente pubblico non riusciva ad occuparsene».

Il passaggio successivo è con l’azienda dei rifiuti, Sea ambiente. Il cui amministratore delegato Alessia Scappini ricorda che non vi è alcun contratto di servizio tra Comune e Sea per quanto attiene al servizio fontane. Può darsi che sia sopravvenuta un’emergenza posto contratto di servizio, ma sembra di capire che si sia trattato di un passaggio di competenze momentaneo e non definito dal punto di vista dell’impegno economico che l’azienda si è trovato a sostenere.

In quanto al fatto che le fontane sono spente, da Sea rispondono che potrebbe essere che il livello dell’acqua è insufficiente per permetterne il funzionamento. La caccia al Pokemon, in confronto a quella alla verità sul caso-fontane, è roba da dilettanti. (d.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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