Italia
Impianti anti-liquami Del Dotto cerca di accelerare i tempi
Il sindaco vuole anticipare i lavori per battere l’inquinamento Si pensa di usare l’acido peracetico anche nei corsi d’acqua
CAMAIORE. Quando entreranno in funzione sarà comunque tardi. Ma la differenza tra avere gli impianti contro l’inquinamento del mare operativi a fine agosto, ed averli invece a settembre inoltrato, c’è eccome. Perché, come hanno ribadito più volte i balneari, la sperimentazione con l’acido peracetico avrà senso solo se fatta durante la stagione turistica.
E così il sindaco di Camaiore Alessandro Del Dotto vuole provare ad accelerare i tempi. Modificando le tappe uscite dalla riunione di martedì scorso sulla balneazione. L’idea del sindaco è di anticipare la seduta di giunta di mercoledì 27, quando è stata fissata l’approvazione del progetto definitivo dei tre impianti del peracetico. Progetto che darà il via formale al bando di gara e all’inizio dei lavori per la realizzazione degli impianti. Dal Comune confermano che non ci sono ostacoli burocratici: la giunta può essere convocata in via eccezionale. Nel frattempo Del Dotto scriverà la lettera necessaria all’ingegner Filippo Biachi, funzionario comunale che sta seguendo il procedimento, per motivare la procedura d’urgenza. Nella lettera si spiegherà che, senza l’urgenza, si rischia di perdere il finanziamento regionale da un milione e ottocentocinquantamila euro che la Regione ha messo sul piatto per la sperimentazione anti-inquinamento delle acque.
A questo proposito, c’è un’altra novità. E cioè l’ipotesi che l’acido peracetico venga usato anche nei corsi d’acqua, oltre che nelle idrovore dei depuratori, per ripulire fiumi e fossi impestati dai liquami. Un’eventualità che Arpat, almeno all’inizio della vicenda, non sembrava gradire. L’ultimo accordo, o sarebbe meglio dire compromesso, è che il peracetico finirà nell’alveo dei fiumi solo dopo una serie di test preliminari. A partire da quelli compiuti nelle idrovore. Una cosa è certa: la sperimentazione col peracetico sarà una prova delicatissima. Che potrebbe risolvere parte del problema dell’inquinamento e dei divieti di balneazione. Ma anche trasformarsi in un boomerang letale per la Versilia.
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