Il Tirreno

Versilia

Slitta lo sgombero delle famiglie

Non sono ancora state trovate le strutture d’accoglienza per madri e minori

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TORRE DEL LAGO.

Poco più di tre settimane fa lo smantellamento del campo rom di via Cimarosa sembrava imminente, con l’allora sindaco Giorgio Del Ghingaro che firma l’ordinanza di sgombero e dà due giorni di tempo alle famiglie per lasciare l’area volontariamente prima dell’intervento dei vigili urbani e delle forze dell’ordine. Ma ancora adesso, nonostante l’accelerata annunciata da Del Ghingaro, non c’è disponibilità di strutture in cui accogliere donne e bambini in vista dello sgombero.

E intanto la questione è arrivata sulla scrivania del commissario prefettizio, che proprio ieri, giorno dell’insediamento, ha parlato anche dello smantellamento del campo rom.

«Mi è stato dato l’input e - ha spiegato Fabrizio Stelo - quella dello sgombero è una delle priorità su cui dovremo lavorare, però - ha dichiarato - non è una cosa semplice. Di concerto con la Prefettura e il Comune dovremo organizzarci, ma prima voglio capire bene il da farsi».

L’ordinanza di smantellamento è stata notificata alla comunità rom di via Cimarosa il 23 giugno scorso, con un tempo concesso di quarantotto ore per lasciare spontaneamente l’area. Le famiglie però hanno fatto ricorso al Tar chiedendo la sospensione e l’annullamento dell’ordinanza del sindaco. E il Tribunale amministrativo a quel punto ha concesso qualche giorno in più per lasciare l’area volontariamente. Infine il 13 luglio, dopo la camera di consiglio del giorno precedente, il Tar ha respinto il ricorso della comunità rom dando il via libera allo sgombero.

Le famiglie intanto, per quanto possibile, hanno ripulito la zona. Alla base dell’ordinanza di Del Ghingaro c’era proprio la realzione dell’Asl sulle carenze igienico-sanitarie del campo e sulla mancanza di sicurezza dovuta a cavi elettrici e al rischio infezioni. Motivazioni queste riprese anche dal pronunciamento del Tar.

(b.f.)

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